Bastiani Pergamo Antonia, Drogo Giuseppina Maria Letizia
I giovani e l'alcol
Armando Editore Roma
Nella società odierna come in quelle più antiche l'alcol corona, valorizza e sancisce la maggior parte delle cerimonie sociali, ai luoghi del bere è conferita una funzione di socializzazione, di rafforzamento deigruppi e dei rituali collettivi. Birrerie, bar, osterie e circoli ricreativi conservano il significato di posti privilegiati per sviluppare e mantenere la solidarietà tra gli individui, dove si ritrova una certa atmosfera familiare.
Da lungo tempo, però, l'uso di bevande alcoliche viene considerato un fattore di rischio per la salute pubblica. Le modalità con cui nelle diverse realtà nazionali ci si rapporta alle bevande alcoliche variano in relazione al contesto storico, culturale, sociale ed economico delle singole comunità.
Tali differenze evidenti nella realtà europea persistono anche all'interno delle varie aree geografiche nazionali. In Italia l'abuso delle bevande alcoliche è generalmente sottovalutato, per ragioni storiche, economiche e culturali. In realtà le alcoldipendenze costituiscono un problema non soltanto più antico ma più diffuso, e spesso più letale, delle altre forme di tossicodipendenza, e comunque in altrettanta rapida espansione.
Nel presente volume le autrici affrontano questi aspetti in modo chiaro ed esauriente, cercando di indagare gli atteggiamenti e le credenze dei pre-adolescenti di tre regioni diverse il Lazio, la Sicilia e il Veneto. I giovani, infatti, sono considerati un gruppo particolarmente a rischio per gli effetti acuti che possono sperimentare e per l'acquisizione di abitudini che possono avere un forte impatto sulla loro maturazione psicofisica. Tendenzialmente i ragazzi consumano alcol in modo occasionale nei fine settimana e utilizzano questa sostanza per produrre un cambiamento dello stato di coscienza, per creare lo "sballo".
Di solito la prima iniziazione all'alcol si ha in famiglia e questo non si configura mai come comportamento pericoloso o trasgressivo. Poi il gruppo di amici si sostituisce a quello familiare e con esso si cominciano a sperimentare le bevande e/ o sostanze "alternative".
Lo scopo principale della ricerca svolta dalle autrici, è stato quello di indagare su una realtà spesso sottovalutata ma che dovrebbe essere maggiormente monitorata per intervenire tempestivamente in quei casi detti "a rischio". Il progetto è stato indirizzato alla fascia dei ragazzi di 13-14 anni di età, frequentanti la 3° media, considerando questo momento del processo evolutivo del ragazzo come il più rappresentativo per intervenire con percorsi di prevenzione dal rischio di abuso alcolico.
Il mondo giovanile rappresenta un ponte tra il sogno di quello che il ragazzo vorrebbe diventare e la ricerca di una meta raggiungibile. È necessario incrementare le conoscenze degli insegnanti e degli educatori, insegnando strategie più proficue per dialogare in maniera più efficace con i ragazzi, per passare dalla sensibilizzazione all'educazione e dall'apprendimento al comportamento, sviluppando atteggiamenti più responsabili e maturi.
Nel libro si fa riferimento alle teorie sull'adolescenza, a quelle sui comportamenti devianti e a ricerche precedenti, anche se gli studi in questo campo sono pochi, specie quelli svolti in Italia, e proprio per questo il lavoro rappresenta un'importante contributo allo sviluppo di nuovi studi ed interventi, nonché un riferimento per chi vuole approfondire le proprie conoscenze sul mondo dei giovani e dei loro comportamenti e atteggiamenti.
Prof. Mauro Ceccanti