Angela Maria Di Vita e Aulette Merenda
Al di là della solitudine del bambino immaginario, forme e significati del maltrattamento infantile
Il 10 giugno 2004, presso il salone delle Conferenze dell'Assessorato alle politiche sociali della Provincia Regionale di Palermo ha avuto luogo la tavola rotonda: "Dal maltrattamento al benessere: un modello di intervento integrato" durante la quale è stato presentato il volume: "Al di là della solitudine del bambino. Immaginario, forme e significati del maltrattamento infantile" a cura delle colleghe Angela Maria Di Vita e Aluette Merenda.
Alla tavola rotonda sono intervenuti i colleghi Franco Di Maria e Barbara Notarbartolo, le assistenti sociali Donatella Fernandez e Rita Calascibetta della Direzione Politiche Sociali della Provincia Regionale di Palermo, il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Palermo Maria Vittoria Randazzo, il dirigente scolastico Piera Messina ed Enzo Colamartini del Centro d'Informazione e Stampa Universitaria (CISU) di Roma.
Il libro, al quale hanno collaborato Andrea Giostra, Valeria Granatella, Maria Garro, Paola Miano, è il prodotto di un lungo percorso che nasce nel 1998 all'interno del progetto di sperimentazione portato avanti dal Centro di Aiuto al Bambino Abusato e Maltrattato (CABAM).
Il CABAM, finanziato dalla Provincia Regionale di Palermo e gestito dalla Cooperativa Sociale "Fenice" ha avviato una sperimentazione alla quale hanno attivamente partecipato operatori di differenti istituzioni coinvolte nell'abuso infantile (Azienda USL, privato sociale, Tribunale per i minori, Università ecc).
Il progetto, che ha utilizzato la metodologia di ricerca - intervento e la valutazione partecipata, parte dal presupposto che l'abuso infantile rappresenta un difficile campo di intervento vuoi per le implicazioni legate al rapporto terapeutico con l'abusato (o con l'abusante) che per le complicazioni che si incontrano a dover lavorare in un ambito nel quale si sovrappongono interventi di differenti istituzioni spesso indipendenti tra loro se non addirittura in contraddizione. È più che chiaro che la mancata integrazione degli interventi, se da un lato va a scapito dell'utente, dall'altro provocauno stato di frustrazione e impotenza negli operatori.
Spesso, il collaborare con altre istituzioni sembra implichi tout court il lavorare "insieme": niente di più fittizio: il miraggio dell'integrazione degli interventi rimane tale se non si
mettono in atto strategie di condivisione di modelli differenti e se non si attivano percorsi congiunti che mirano anche alla consapevolezza dei limiti del proprio operato. È proprio la consapevolezza e la condivisione di modelli operativi differenti che diviene una risorsa imprescindibile per un adeguato intervento congiunto.
Partendo da queste considerazioni metodologiche, il libro affronta le molteplici sfaccettature dell'abuso e del maltrattamento infantile sottolineando non solo gli aspetti teorici (L'abuso all'infanzia come fenomeno sociale - A. Merenda) metodologici (Il progetto - A. Giostra) e le modalità di intervento (Gli operatori della casa famiglia -P. Miano; Le case famiglia: il lavoro degli operatori - V. Granatella e P. Miano) ma presentando anche i risultati delle differenti parti della ricerca (La ricerca - A.M. Di Vita e P. Miano; I bambini nella casa famiglia - A. Merenda, P. Miano). La ricchezza dei contributi, i risultati e le indicazioni metodologiche ed operative rendono questo volume un indispensabile strumento di lavoro.
Amedeo Claudio Casiglia