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Libri
a cura di G. Lo Verso e G. Lo Coco
La psiche mafiosa. Storie di casi clinici e collaboratori di giustizia
Ed. Franco Angeli

Ad una drammatica ed urgente questione, quella mafiosa, si affianca la continuità del percorso e dell'impegno del Prof. G. Lo Verso e di quanti hanno collaborato con lui alla stesura del testo sopraindicato.

Uscito da pochi giorni e su problematiche rilevanti e complesse inerenti lo psichismo mafioso, il libro è rivolto ad un pubblico vasto e non necessariamente per addetti ai lavori; inoltre costituisce il primo contributo di una articolata ricerca empirica effettuata tramite l'analisi di perizie, deposizioni, e "colloqui clinici" con collaboranti di giustizia.

Questo lavoro di ricerca, avviato già da una decina di anni, seguendo un vertice di indagine psicodinamico, specificamente gruppoanalitico, inquadra il fenomeno mafia non solo come sistema criminale ma soprattutto come organizzazione psico-antropo-culturale.

La prima parte del libro è volta alle storie cliniche e alle vicissitudini quotidiane di bambini, adolescenti, donne e quant'altri fanno i conti con la propria "Psiche Mafiosa", come recita il titolo; dinamiche psichiche fondamentaliste e totalizzanti che conferiscono al sistema criminale Cosa Nostra la sua particolarità e specificità. Come nel Leviatano di Hobbes ogni membro perde la sua capacità di essere persona per riconoscersi totalmente nell'istituzione Cosa Nostra che informa le volontà dei suoi componenti. Sulla scia delle lacerazioni prodotte nel tessuto familiare dal fenomeno del pentitismo, si sono verificati casi di richiesta di aiuto terapeutico da parte di membri appartenenti a famiglie mafiose.

Lo specchio di regole e codici che garantiva il senso di identità psichica e il contenitore emotivo si è frantumato, causando la rottura degli equilibri psichici e relazionali. L'individuo non sa più a cosa legare l'identità soggettiva. La seconda parte del libro risulta essere la più innovativa, in quanto vengono riportate diverse interviste cliniche effettuate con ex uomini d'onore diventati collaboratori di giustizia.

Queste interviste, diversamente dalle deposizioni giudiziarie, rappresentano l'occasione per poter entrare per la prima volta nell'universo di chi ha vissuto da mafioso, si possono finalmente dare risposte a tutte quelle domande rimaste irrisolte.

Si riesce a comprendere chiaramente il ruolo svolto dalla famiglia d'origine e dall'ambiente sociale nella formazione dell'identità del futuro uomo d'onore, e la sua mancanza di processi di identificazione alternativi a quelli proposti dalla "famiglia". Diventano inoltre evidenti le dinamiche più intime, i rapporti con i figli, le relazioni coniugali, la vita affettiva e il ruolo della sessualità.

Per la prima volta si parla di omicidi e crimini vari in seno a Cosa Nostra in un setting diverso da quello che può essere un tribunale; si parla di omicidio come senso del dovere, senza provare sensi di colpa, anzi in alcuni casi riuscendo a conciliare la condotta di uomo d'onore con i valori religiosi. Ciò che colpisce maggiormente è l'evoluzione dei loro atteggiamenti nei confronti di argomenti come l'omosessualità, l'adulterio, il divorzio e l'educazione dei figli poiché fa intravede l'abbandono del mondo monolitico proposto dalla cultura mafiosa e la ricerca di una pluralità di mondi possibili.

In questa condizione di "border people", tra l'onnipotenza passata e l'incertezza futura, il pentito manifesta paure, disturbi d'ansia, vissuti depressivi e persecutori anche se in misure diverse rispetto a chi apparteneva a tutti gli effetti a Cosa Nostra e chi invece ruotava nell'orbita di Cosa Nostra per motivi economici. Confermando l'aspetto interdisciplinare di tutto il lavoro, la terza parte del libro contiene i commenti di un avvocato e di un magistrato, noti per la profonda conoscenza del fenomeno "mafia".

Il libro, tenendo in considerazione l'interesse che sempre hanno suscitato i temi oggetto della ricerca, vuole offrirsi a chiunque volesse soddisfare una propria curiosità sulla vita degli uomini d'onore attraverso materiale di prima mano.

Francesco Flocca e Serena Giunta.