Pietro Andrea Cavaleri
La profondità della superfice.
Ed. franco Angeli, Milano 2003, pp.176 - euro 16,00.
La superficie a cui allude il titolo del libro è la "superficie di contatto" teorizzata dalla psicoterapia della Gestalt, costituita dalla pelle, dagli organi di senso e da ogni altro spazio in cui si concretizza e si manifesta il "qui e ora" della relazione. È la linea di confine che si pone come interfaccia "tra" l'organismo e l'ambiente, "dove" l'uno e l'altro incessantemente si incontranoe interagiscono. In questa "realtà di confine" alcuni recenti studi hanno individuato il "luogo della mente", la dimensione a partire dalla quale nasce e si sviluppa la vita mentale, confermando così come la complessa e inafferrabile profondità della mente trovi, quasi paradossalmente, origine ed alimento nella inesplorata superficie del confine.
Oltre sessanta anni fa, in modo del tutto pionieristico, Frederick Perls aveva già intuito la "profondità della superficie", cioè il forte nesso che unisce il confine di contatto con ogni espressione della vita mentale umana, orientandosi verso l'analisi fenomenologia del contatto e iniziando ad elaborare una conseguente prassi psicoterapeutica. Alla "profondità della superficie", al confine di contatto come "luogo della mente", è dedicato il libro di Cavaleri, nel tentativo, pienamente riuscito, di fornire nuove chiavi di lettura per la comprensione di un approccio terapeutico che mostra ancora intatta la sua originale attualità.
Gli argomenti trattati e le riflessioni proposte dal volume sono il frutto di una appassionante esperienza didattica che, da oltre un decennio, l'Autore svolge all'interno della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt (presso l'Istituto di Gestalt H.C.C.) .
Il libro non vuole essere una trattazione sistematica, né un tradizionale manuale sulla psicoterapia della Gestalt. Esso, piuttosto, vuole proporsi come un insieme di "percorsi" tematici, ognuno dei quali si presenta autonomo e al contempo strettamente legato agli altri.
Seguendo ciascuno di questi "percorsi", il lettore viene gradualmente "introdotto" ad una iniziale comprensione dell'approccio gestaltico e dei principali aspetti teorici che lo caratterizzano.
L'intento manifesto è quello di non dare risposte conclusive, ma al contrario di porre nuove domande e sollevare nuovi problemi, allo scopo di suscitare nel lettore la "curiosità" e la motivazione necessarie per aprirsi alla ricerca e all'elaborazione di un "contatto" personale con la psicoterapia della Gestalt.
Una delle finalità di questo libro è anche quella di "focalizzare", con taglio semplice e divulgativo, alcune delle "radici" più importanti, e a volte più dimenticate, dell'approccio gestaltico, come il pensiero fenomenologico, la psicoanalisi "eretica" di Rank e della Horney, la teoria di campo di Lewin. La riscoperta di queste importanti "radici" permette, infatti, al lettore di possedere le "coordinate" necessarie per collocare adeguatamente l'approcciogestaltico in un preciso alveo culturale e in un ben definito contesto teorico.
Una parte consistente del volume, poi, soddisfa lo scopo di mettere in luce ed esplicitare, sul piano epistemologico, alcuni "concetti-chiave" della psicoterapia della Gestalt con lo scopo di facilitarne una migliore comprensione. Concetti come quello di intenzionalità o di azione, di contatto o confine di contatto, di campo organismoambiente o di conflitto, possono risultare incomprensibili, nel loro significato specifico, allo studente o apparire del tutto "appiattiti", nelle loro complessità, al gestaltista "usurato" da una pratica terapeutica ormai datata.
Attraverso la definizione di questi concetti, il lettore ha la possibilità di cogliere alcuni aspetti teorici salienti, che gli consentono di accedere con maggiore elasticità e padronanza al nuovo approccio.
Per molti anni tenuta fuori dai contesti accademici e ai margini della produzione editoriale, la psicoterapia della Gestalt è rimasta per lungo tempo poco conosciuta e mal divulgata. Questo volume si propone, allora, l'obiettivodi evidenziare la dignità e lo spessore culturale ampiamente sottesi all'approccio gestaltico. Connesso a questo obiettivo è, poi, l'altro, quello cioè di aiutare il lettore a cogliere l'immutata novità e attualità della terapia gestaltica. Novità e attualità che le permettono, ancora oggi, di porsi in dialogo con i più accreditati filoni di ricerca e di accogliere senza timore le numerose sfide di questo tempo.
Il volume si rivolge innanzitutto agli studenti che vogliono acquisire i primi elementi utili per orientarsi verso una ulteriore e più approfondita conoscenza della psicoterapia della Gestalt. Ma è stato pensato anche per il lettore già "colto", che si accosta per la prima volta e con curiosità a questo approccio, avendone tuttavia solo una conoscenza indiretta e parziale. Altro destinatario è, infine, lo psicoterapeuta della Gestalt, che desidera "aggiornare" la contestualizzazione teorico-culturale del modello nel quale si è formato.