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Gruppi di sostegno alla genitorialità – Esperienze di condivisione con le mamme. L’arte di essere genitori

di Ilenia La Ciura

 Diventare genitore oggi rappresenta una tappa importante all’interno del ciclo vitale, un evento che segna lo sviluppo della personalità di un individuo e che è parte di un lungo processo di crescita e di maturazione personale e di coppia. A volte il cambiamento genera difficoltà, confusione. L’importanza dei Gruppi di sostegno alla genitorialità si colloca proprio dentro questo aspetto. É normale sentirsi confusi, inadeguati, e soli, una risposta a questo disagio é proprio il gruppo. Consiglio ai genitori di cercare presso la proprio cittá psicoterapeuti che utilizzano il gruppo come strumento di sostegno e di ascolto.

Diventare genitore è dunque un processo complesso in continua evoluzione, ricco di forti emozioni e rappresenta un’occasione di crescita e di rinascita verso nuove relazioni e verso la costruzione di nuovi contatti.

Gli incontri offrono un’opportunità di confronto sul tema dell’essere “genitori oggi”, e quando si lavora insieme lo stupore per una storia che si ripete è senza dubbio la prima emozione visibile negli occhi delle mamme.

Il gruppo rappresenta senza dubbio un importante strumento di lavoro per gli psicologi, educatori, e insegnanti, inoltre favorisce una maggiore integrazione nel contesto scolastico, alla luce anche della maggiore conoscenza reciproca e del reciproco sostegno. Questi incontri a breve termine, formati da un gruppo di mamme desiderose di farsi domande e provare a dare delle risposte insieme.

I miei gruppi nascono dalle ricorrenti domande di alcune mamme nei servizi educativi e in privato. Così ho pensato di trasformare il consiglio in un vero e proprio lavoro di specchio attraverso la storia dell’altro. Specchiarsi nelle esperienze altrui, condividere le proprie, mettere a fuoco se stessi specchiandosi negli altri: questo è un importante strumento di crescita e confronto. Ci sono mamme che hanno lasciato il proprio lavoro, alcune la loro città di origine e si sono ritrovate ad essere mamme senza poter comunicare a nessuno le loro debolezze e fragilità, mamme separate e mamme che non sanno più dedicare un po’ di tempo a loro stesse senza sentirsi in colpa. I gruppi si formano grazie ad un passa parola, ad una richiesta di aiuto, e a un desiderio di cura forse non troppo esplicitato. Il compito del conduttore si limita ad introdurre il tema dell’incontro e a connettere i pensieri nuovi nascenti dall’incontro e dallo specchio con l’altro.

Il gruppo è da sempre uno strumento utilizzato a scuola con gli allievi o altro tipo di struttura (ludoteca, centri aggregativi, librerie, servizi per l’infanzia…), ma ancora di più è un beneficio per la coppia che si trova a vivere uno dei cambiamenti più importanti della loro esistenza: la nascita di un figlio. È una risorsa per tutti coloro che continuano a ripetersi che non c’è nulla da cambiare e che va bene così, ma che invece avvertono un disagio a cui non vogliono prestare attenzione.

La domanda nasce dal tentativo di un ascolto inizialmente timido, e in seguito un ascolto attivo e partecipante. Mi piace descrive il gruppo di sostegno con le mamme come un insieme di perle sparse, che possono iniziare a prendere forma solo attraverso un passaggio fondamentale di riflessione, la consapevolezza e il desiderio di ri-conoscere se stesse come figlie, donne e madri. A fine percorso quelle perle avranno la forma di un magnifico gioiello, reso prezioso proprio dalla capacità di riconoscere le proprie debolezze e fragilità.

Inoltre sostenere i genitori nella loro funzione educativa è un modo per valorizzare l’ambiente nel quale dovranno convivere e crescere i loro figli, e per tale motivo ha una fortissima valenza preventiva.

Il pensiero di essere genitore scandisce da sempre la nostra esistenza: “voglio veramente diventare genitore?”. Respiriamo queste parole già da piccoli: “quando sarò grande voglio avere tre figli! Quando sarò grande non farò gli stessi errori dei miei genitori!”.

Sono tanti i temi affrontati all’interno del gruppo. Il confine tra l’essere mamma e l’essere figlia è uno dei temi ricorrenti degli incontri

Quanto, infatti, i nostri genitori ci influenzano nelle future scelte genitoriali?

Ciò che rende il gruppo prezioso e ogni volta diverso sono le stesse persone che lo formano e gli danno contenuto. Le loro frasi, le loro restituzioni sono la vera sostanza del percorso. Eccone alcuni.

Devo dire che gli incontri fanno bene all’anima, perché a volte strappano un pianto a volte una fragorosa risata. Non ci sono giudizi e quindi ci si sente più leggere”

Sempre più spesso mi accorgo della forza delle donne e della loro capacità di autoanalisi, mi piacerebbe che anche gli uomini facessero percorsi del genere…sembra quasi che non si mettano in discussione nel loro ruolo genitoriale e noi traiamo la forza dai racconti delle nostre esperienze.”

“Dovremmo esercitarci costantemente a utilizzare la benevolenza. Volersi bene, accogliersi, e occuparsi di noi stesse non è egoismo, ma il presupposto per essere benevolenti anche verso gli altri. Forse per noi mamme separate è un po’ più semplice, perché a cadenza fissa abbiamo del tempo per noi, solo per noi. Io corro davanti al mare con le cuffiette, medito seduta sul prato, preparo il cibo che mi piace e cerco di rivolgere a me stessa parole di comprensione e conforto, non di critica e biasimo. È anche questo è il segreto per poi essere così benevolente verso mia figlia….”

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