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Il ruolo dello psicologo: lavorare in equipe tra clinica e riabilitazione. L’esperienza all’interno dell’ASP 1 di Agrigento

di M. Cumbo, G. Di Francesco, M. Frenna, A. Iacono, M. Lo Piccolo, E. Militello, A. Palillo, A. Vaccaro

L’Anno 2016 ha segnato, per la qualità della Sanità agrigentina, un passo storico. Infatti, è a partire dal mese di novembre del suddetto anno,  che l’Asp 1 di Agrigento ha arricchito i servizi di Psicogeriatria Aziendale della figura dello Psicologo – Psicoterapeuta. Di fatto, l’U.O.C. Malattie Degenerative ed Involutive diretta dal Dottor Giuseppe Provenzano, acquisisce all’interno del proprio organico 16 Psicoterapeuti, con l’inquadramento contrattuale di borsisti, che vengono inseriti nelle sedi territoriali di Agrigento, Sciacca e Canicattì; e, dal mese di giugno 2017, l’U.O.C. si arricchisce, inoltre, di un nuovo ambulatorio nel territorio di Licata.

L’ingresso operativo di queste figure professionali  rappresenta un’innovazione in un contesto nel quale, fino a quel momento, la figura dello psicologo non era stata adeguatamente collocata nel ruolo imprescindibile e professionalmente importante nell’ambito della psicogeriatria. Conseguentemente, questa innovazione, da avvio all’attivazione di nuovi percorsi diagnostici e terapeutico – riabilitativi all’interno dell’U.O.C. orientati in maniera specifica verso tre aree di intervento: paziente, famiglia e care givers. I pazienti afferenti al suddetto Servizio di psicogeriatria territoriale, grazie alla presenza degli psicologi,  hanno la possibilità di usufruire di un modello di presa in carico globale orientato al paziente con demenza, garantendo, in tal modo, la migliore efficacia possibile degli interventi e dei nuovi servizi offerti, quali:

  • accoglienza e analisi dei bisogni dell’utenza afferente al Servizio;
  • percorsi individuali di stimolazione cognitiva;
  • attivazione di due Centri diurni con pazienti omogenei per gravità (secondo valutazione neuropsicologica tramite M.M.S.E. e M.O.C.A).;
  • sostegno psicologico al paziente;
  • sostegno psicologico ai care givers;
  • gruppi di mutuo-aiuto per care givers.

Il tutto con l’unico obiettivo di migliorare la qualità della vita del paziente e del contesto familiare accudente e, in molti casi, di rallentare l’evoluzione del deficit cognitivo.

Gli interventi degli psicologi si sono articolati in cinque specifici ambiti:

  • prevenzione: individuazione dei soggetti MILD, tramite test specifici di valutazione neuropsicologica;
  • valutazione neuropsicologica, tramite intervento integrato con le figure mediche del Servizio ambulatoriale, che prevede: 1) la raccolta dell’anamnesi 2) colloquio clinico con osservazione diretta 3) esame formale di primo livello con strumenti quantitativi e standardizzati e/o di secondo livello se necessario 4) valutazione trasversale concernente le autonomie personali e strumentali verso sé e l’ambiente tramite ADL e IADL;
  • valutazione affettivo-comportamentale e relazionale, con particolare attenzione alle risposte di adattamento (risorse personali e relazionali, che influenzano le risposte affettive e comportamentali) e a quelle del comportamento (aggressività, ansia, agitazione, irritabilità, negazione);
  • intervento di tipo psicologico sugli aspetti affettivi e comportamentali, in particolare nelle fasi iniziali della demenza ed in presenza di eventuali sintomi depressivi (valutati tramite G.D.S. e HAMILTON DEPRESSION SCALE) con interventi di gruppo o individuali, sia del paziente che del familiare (in questo caso, con gruppi di supporto per i care givers), mirati all’allentamento dello stress, all’accettazione del cambiamento, alla condivisione dei problemi, al sostegno psico-emotivo e al contenimento delle risposte disadattive nei confronti del malato;
  • riabilitazione tramite stimolazione cognitiva individuale e/o di gruppo all’interno del centro diurno.

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