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Non più sostegno psicologico per i richiedenti asilo e perdita di posti di lavoro. Lettera alle Istituzioni

di Giusi Saporito* e Pierangela Pace*

 A seguito dell’entrata in vigore del “Decreto Salvini su Immigrazione e Sicurezza”, approvato il 24 settembre 2018 dal Consiglio dei Ministri, i nuovi bandi di gara, pubblicati di recente per la gestione dei Centri Governativi di Prima Accoglienza, escludono la figura dello psicologo all’interno dei Centri di Accoglienza per i Richiedenti Asilo (C.A.R.A.). Questa indicazione, stabilita dalle nuove linee guida fornite dal Ministero dell’Interno, nonostante la crisi e la nascita del nuovo Governo, continua ad essere portata avanti e a breve, con la conclusione dell’attuale gara per la gestione del C.A.R.A. di Caltanissetta, verrà applicata.

Per coloro che lavorano nel settore immigrazione da tanti anni è davvero difficile poter comprendere come siano state attuate queste nuove linee guida: sicuramente a favore di una gestione basata sul ribasso e sulla distribuzione di beni primari. Ma la salute non è comunque un bene primario? O forse la salute psichica non vi rientra? La conseguenza è, quindi, che con il taglio ai servizi e con le dotazioni minime di personale richieste, si arriverà non solo al rischio di perdere posti di lavoro, ma anche a negare il supporto e il sostegno a tutti quei soggetti più vulnerabili (soprattutto psichiatrici e con problematiche psicologiche) che vengono accolti.

Ciò che chiediamo alle Istituzioni, a nome di tutti i colleghi psicologi che per tanti anni hanno lavorato nel settore immigrazione, in prima linea, sul campo, nella valutazione precoce delle vulnerabilità, è di rivedere queste linee guide, in cui si evince la volontà di risparmiare, ma sulla pelle di uomini e donne che arrivano disperati e in cerca di aiuto e sostegno. E’ chiaro che viene negato uno dei principali valori costituzionali, ossia il diritto alla salute (come integrità psico-fisica – Art. 32 della Costituzione Italiana) che garantisce il sostegno, la diagnosi e la cura, anche da un punto di vista psicologico, a tutte le persone “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Art. 3 della Costituzione Italiana).

Prendersi cura del disagio e delle sofferenze umane è il lavoro che lo psicologo svolge quotidianamente. La negazione di tale diritto ad una persona perché straniera, per il solo fatto che non ha ancora definito la sua posizione legale e perché vige la regola del risparmio, è anticostituzionale. L’assistenza alla persona connessa, in particolare, al sostegno delle vulnerabilità di chi, scappando da guerre e persecuzioni, ha dovuto affrontare un viaggio drammatico per arrivare in un “porto sicuro”, viene dunque meno. E nelle dotazioni minime di personale, che sono parte integrante dei bandi, sparisce completamente la figura dello psicologo.

In un’ottica di prevenzione di disagi e conflitti futuri, le nuove norme risultano paradossali, poiché la non presa in carico costante e continua delle persone bisognose di cure, all’interno delle strutture stesse, risulterà destabilizzante per la persona vulnerabile. Attualmente, inoltre, i richiedenti asilo che presentano una situazione di vulnerabilità psichica, se non titolari di una forma di protezione specifica, non possono nemmeno essere inseriti in una struttura di seconda accoglienza idonea a fronteggiare lo stato di malessere psico-fisico e, per tanto, vengono lasciati in balia di se stessi, diventando un pericolo per sé e per gli altri. Questi, infatti, portatori di un disagio si possono trovare ad interagire con la cittadinanza, portando con sé un malessere che, se non gestito adeguatamente, può sfociare in comportamenti inappropriati.

Lo Psicologo che lavora all’interno dei C.A.R.A. è uno specialista nel settore immigrazione, con anni di esperienza e formazione costante e continua. Il suo lavoro completa quello dell’equipe multidisciplinare specifica, di cui ogni Centro di Accoglienza si avvale, almeno fino ad oggi, per garantire una completa presa in carico dei Richiedenti Asilo. E poiché tutti possono essere, in modalità differenti, portatori di un malessere o di un disagio, fondamentale diventa l’individuazione precoce di possibili vulnerabilità, per la programmazione di interventi individuali e costanti nel tempo, come azioni di supporto e di sostegno alla persona.

Lo “psicologo da campo” è, altresì, un importante strumento di trait d’union con i Dipartimenti di Salute Mentale, presso i quali vengono accompagnati gli utenti psichiatrici che necessitano di consulenze specialistiche e/o di un piano terapeutico farmacologico: perché non si può affidare la presa in carico assoluta agli ambulatori territoriali, oberati da tantissime domande e in numero esiguo per rispondere a tutte le richieste.

Altrettanto fondamentale risulta, infine, questa figura poiché risponde alle continue richieste di relazioni psicologiche e/o di pareri specialistici da parte di Enti esterni (Prefettura, Competenti Commissioni Territoriali per Richiedenti Asilo e Rifugiati, Strutture di Seconda Accoglienza (SIPROIMI), Tribunali e/o dei Legali rappresentanti).

A questo punto come si può immaginare una prossima gestione senza un contributo così importante? E sentirsi dire che “tanto i professionisti possono trovare facilmente un altro lavoro altrove”, è veramente demoralizzante. Ci si sente svuotati e amareggiati, perché chi lavora in questi ambiti lo fa non solo con  la professionalità, la formazione e l’esperienza maturata negli anni, ma lo fa soprattutto con il cuore e crede ancora nella possibilità di crescere nel proprio territorio, senza pensare di essere l’ennesimo professionista che si deve “prendere la valigia” e lasciare la propria Terra solo perché chi fa le leggi forse non è neanche mai venuto a visitare un Centro di Accoglienza.

Per tale ragione chiediamo alle Istituzioni che ci rappresentano di valutare le nostre riflessioni e di ascoltare le nostre richieste. Chiediamo, altresì, di poter rivalutare i bandi di gara (che vengono creati ad hoc a discapito di una gestione di qualità) e siamo pronti al confronto e alla condivisone con tutti coloro che volessero avere dei ragguagli in merito.

*Psicologhe del Centro Polifunzionale Governativo “Pian del lago” di Caltanissetta dal 2007/2008.

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