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Riabilitazione psicologica in Oncologia

di Maria Moschetto

Psiconcologo, U.O. Oncologia Medica – A.O.U. ‘Policlinico – Vittorio Emanuele’
Catania

Introduzione

La domanda cardine attorno a cui ci siamo a lungo interrogati è a cosa equivale la ‘riabilitazione psicologica’ in oncologia.? Il termine evoca, tradizionalmente, l’ambito della disabilità , della menomazione, del deficit. Come declinarlo in oncologia ? La medicina moderna, infatti, non si può più limitare a diagnosticare ed a curare, ma si deve occupare del recupero del paziente . E’ riconosciuto ormai che i programmi di riabilitazione sono entrati a far parte del trattamento di molti quadri patologici sia acuti, che, a maggior ragione cronici ed invalidanti. Un protocollo terapeutico non può prescindere dal considerare il momento riabilitativo al fine di garantire al paziente una migliore qualità di cura, attraverso un percorso terapeutico integrato, utilizzando di volta in volta le diverse professionalità sanitarie e non sanitarie più indicate al bisogno espresso. Il programma riabilitativo diviene quindi parte integrante e qualificante del programma assistenziale in quanto presuppone la presa in carico globale della persona, attraverso il riconoscimento delle sue esigenze fisiche e psicosociale. L’interesse per gli aspetti bio -psicosociali del trattamento del paziente oncologico si è accompagnato, negli ultimi anni, alla necessità di creare una struttura di servizi che, pur mantenendo la loro unicità, siano integrati tra oro consentendo continuità e coerenza nelle cure fornite. Presa in carico del paziente in quanto persona piuttosto che della malattia questo è il fondamento della nuova modalità di assistenza che integra l’aspetto emozionale con gli aspetti biomedici della cura. Con tutto ciò che questo comporta: In oncologia si è interessati non solo e non più a quanto a lungo il paziente vivrà a seguito di una diagnosi di cancro ma come vivrà e convivrà con esso. Prendersi cura vuol dire porre attenzione ai bisogni del malato nell’ottica della promozione della sua qualità di vita, mantenere un approccio benevolo e attento, nelle parole e nei fatti, a ciò che il paziente sta raccontando del proprio vissuto (illness), anche se lo stile comportamentale del paziente talvolta non lo rende possibile, poiché la malattia mette l’individuo e la famiglia, che talvolta risulta essere la più coinvolta emozionalmente, in una condizione di stress e ciò è bene venga riconosciuto dal paziente, dai familiari e dallo staff curante (disease).

Metodo e Strumenti.

Lo studio è stato condotto su un campione di 192 pazienti afferenti alla U.O.C. di Oncologia Medica dell’A.O.U. di Catania dal 2016 ad oggi. Sono state impiegate metodologie qualitative e quantitative. Ogni paziente, dopo avere sottoscritto il modulo di consenso informato, veniva sottoposto ad una valutazione psicologica baseline impiegando i seguenti questionari self-report (impiegati per lo più sotto forma di intervista per favorire il contatto e l’alleanza terapeutica):
1. Questionnaire for evaluation of patient needs (NEQ, Tamburini, 2000);
2. SF -36 Health Questionnaire (Apolone, Mosconi et al.,1997).

I dati qualitativi della ricerca, connessi all’impatto emozionale della malattia e al sistema di supporto formale ed informale del paziente, sono tratti dall’elaborazione delle risposte fornite dai pazienti ad un intervista specificamente predisposta.

Risultati

Lo studio è ancora in corso. Risultati preliminari indicano che i pazienti oncologici esprimono il bisogno avere maggiori informazioni sulla prognosi, sugli esami e sui trattamenti cui sono sottoposti; ciò si rileva, in particolare, fra i pazienti appena diagnosticati che negano un disagio emotivo. La qualità della vita globale è medio – alta, con differenze significative rispetto allo stadio della malattia: appare più bassa nei pazienti metastatici. I punteggi del questionario SF-36 risultano inferiori alla media della popolazione italiana, con un significativo decremento della funzionalità emotiva, comparabile ai dati di riferimento della letteratura nel caso dei pazienti con cancro polmonare (Trippoli et al., 2001). Tra le diverse variabili oncologiche, la presenza di metastasi è correlata negativamente alla qualità fisica della vita dei pazienti reclutati.

Conclusioni

Questa analisi preliminare sottolinea l’importanza della riabilitazione psicologica integrata dei pazienti. Questo approccio è ispirato alla cura globale dei pazienti e ai principi che considerano il paziente come persona e non come “organo”; Presta attenzione anche alle risorse della persona, alla sua resilienza e al suo empowerment .

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