Le prestazioni professionali e l’applicazione dell’ I.V.A.

Che cos'è l'I.V.A?

L'Iva (Imposta sul Valore Aggiunto) è la più importante imposta indiretta in vigore nel nostro Paese e serve per assoggettare a tassazione il consumo dei beni e dei servizi.

In Italia la sua disciplina è quasi interamente contenuta nel relativo Testo Unico, ossia il decreto del Presidente della Repubblica 633 del 1972. La disciplina Iva è regolata a livello comunitario da dettagliate direttive, la VI direttiva CEE del 1977 e seguenti, allo scopo di rendere omogenea l'imposizione indiretta in tutta l'Unione Europea. L'Iva in Italia fu introdotta al posto della Ige (Imposta Generale sulle Entrate).

L'Iva è un'imposta generale sui consumi, che colpisce solo l'incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo del bene o del servizio stesso. Attraverso un sistema di detrazione e rivalsa (addebito), l'imposta grava completamente sul consumatore finale mentre per il soggetto passivo d'imposta (l'imprenditore e il lavoratore autonomo) rimane neutrale.

Ai sensi dell'art. 10 del D.P.R. 633/72 le prestazioni di carattere sanitario (così come definite dal D. Ministero della Salute del 17/05/02) sono esenti ai fini IVA: così recita l'articolo "le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell'articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze". In base al comma 20 dell'art. 10 del D.P.R sopra menzionato, e ad altre specifiche disposizioni di legge, sono inoltre esenti da IVA alcune prestazioni educative e di insegnamento. Alcune prestazioni psicologiche, sulla base del quadro normativo in vigore, non sono facilmente classificabili. Come comportarsi allora in caso di dubbio? Per evitare eventuali contestazioni di carattere fiscale l'unica possibilità è quella di applicare l'imposta, considerando quindi la prestazione soggetta ad IVA. E' poi possibile rivolgersi ad un consulente fiscale, ricordando però che il titolare responsabile dell'applicazione dell'imposta è sempre il professionista psicologo.

Riportiamo di seguito un ELENCO DELLE PRESTAZIONI DELLO PSICOLOGO AI FINI DELL'ESENZIONE I.V.A. sottolineando che si tratta solo di un elenco orientativo.

  • Sedute di psicoterapia individuale, di coppia, di famiglia, di gruppo.
  • Colloqui psicologici. Si tratta di colloqui finalizzati alla ricerca di spiegazioni psicologiche per determinati problemi (difficoltà di apprendimento, problemi nel rapporto genitori-figli o insegnanti-allievi, ecc.)
  • Colloqui psicodiagnostici. Sono colloqui finalizzati all'individuazione di specifiche condizioni psicopatologiche.
  • Consultazioni psicologiche. Si chiede allo psicologo un parere su problemi esistenti nell'individuo o nella coppia o nella famiglia e sulle relative possibilità di trattamento.
  • Somministrazione di test psicoattitudinali. Sono test utilizzati ai fini dell'orientamento scolastico o professionale o nel contesto a fronte di problematiche di apprendimento.
  • Conduzioni di gruppi. E' un'attività meno nota ma con una precisa caratterizzazione professionale. Lo psicologo, che in genere ha fatto una formazione specifica, può condurre gruppi con scopi psicoterapeutici: .
  • Colloqui di sostegno: sono colloqui finalizzati al sostegno psicologico di persone con problemi psicopatologici lievi ed episodici.
  • Colloqui di selezione. Sono colloqui o interviste finalizzate alla selezione del personale o alla valutazione del personale in caso di riorganizzazione. (Iva 21%)
  • Insegnamento di materie psicologiche. (Iva 21%).
  • Supervisione. E' un'attività rivolta a colleghi o operatori socio-sanitari (infermieri ad es.) che chiedono di essere seguiti nel trattamento psicoterapeutico di pazienti o nel rapporto professionale con degenti. Può essere rivolta sia a singoli che a gruppi di colleghi. (Iva 21%).
  • Somministrazione di test proiettivi. Se utilizzati per trarre un profilo psicologico dell'individuo con fini diagnostici o di orientamento per la cura: Esente Se utilizzati per una valutazione clinica nelle procedure di selezione del personale: Non esente
  • Conduzioni di gruppi o singoli a scopo formativo
    La conduzione di gruppi può avere come scopo la formazione all'uso della relazione in ambito professionale (per insegnanti o infermieri ad esempio) o di formazione alle relazioni interpersonali in ambito aziendale (Training group): Esente (a condizione che la prestazione venga fatturata direttamente a colui che ne usufruisce. Se, viceversa, la fattura viene emessa ad un ente pubblico o privato per conto del quale si opera, non esente)
  • Certificazioni: Esenti solo se hanno per scopo la tutela della salute e dell'integrità psicologica del paziente. In tutti gli altri casi Non esenti (IVA 21%)
  • Perizie psicologiche: Esenti se finalizzate alla tutela, al mantenimento o al ristabilimento della salute (es.: CTU e le perizie psicologiche, relative all'affidamento dei minori nelle separazioni e nei divorzi, ai procedimenti di adattabilità, alla valutazione della idoneità all'adozione, alla modifica del sesso anagrafico
  • In tutti gli altri casi (esempio CTP) Non esenti (IVA 21%)

In generale per delineare l'ambito applicativo dell'esenzione occorre individuare il contesto in cui le prestazioni vengono rese, per stabilire il loro scopo principale. Una sentenza della Corte di giustizia del 20/11/2003 ha stabilito che le esenzioni devono essere interpretate restrittivamente, dato che esse costituiscono una deroga al principio generale secondo cui l'I.V.A. è riscossa per ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso su soggetto passivo.

In base a tale principio l'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 4/E del 28/01/2005, ha interpretato la sentenza della Corte di Giustizia del 20/11/2003, come segue:

"... Ad avviso della Corte se una prestazione ... viene effettuata in un contesto che permette di stabilire che il suo scopo principale non è quello di tutelare nonché di mantenere o di ristabilire la salute, ma piuttosto quello di fornire un parere richiesto preventivamente all'adozione di una decisione che produce effetti giuridici, l'esenzione [.....] non si applica. Così la Corte ha escluso che possano rientrare nell'esenzione le perizie [...] la cui realizzazione, sebbene faccia appello alle competenze mediche, [...] persegue lo scopo principale di soddisfare una condizione legale o contrattuale prevista nel processo decisionale altrui. Non costituiscono altresì, secondo la Corte, prestazioni [... ] esenti quelle effettuate nell'esercizio della professione [...] consistenti nel rilascio di certificazioni o referti sullo stato di salute di una persona al fine dell'istruzione di pratiche amministrative, come, ad esempio, quelle dirette ad ottenere una pensione di invalidità o di guerra, oppure esami [...] eseguiti al fine di quantificare l'entità dei danni nei giudizi di responsabilità civile o al fine di intentare un'azione giurisdizionale in relazione ad errori [...]"

IN FATTURA

In fattura l'esenzione della prestazione dall'applicazione dell'I.V.A. andrà indicata con la seguente dicitura :

"prestazione esente I.V.A. ex art. 10 D.P.R. 633/72"