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“La relazione psiche-cervello” tema del convegno nazionale per la Giornata della psicologia

Perché un convegno su questi temi nell’ambito degli eventi della Giornata Nazionale della Psicologia, dedicata quest’anno al tema “Periferie Esistenziali”? Per evidenziare che il disagio legato a queste “periferie”, che attengono alla qualità del vivere, ha un impatto molto vasto, che va considerato dentro l’orizzonte che la scienza oggi è in grado di mostrarci.

Le evidenze scientifiche oltre alla pratica clinica, infatti, hanno mostrato che la psiche è il prodotto dell’organizzazione biologica e, al tempo stesso, una fondamentale fonte di suo condizionamento anche in termini evoluzionistici. Il rapporto tra gli eventi del mondo e la fisiologia del corpo è in buona parte mediato e modulato dalla dimensione psichica soggettiva, che è in grado di attivare i processi biologici anche mediante la sola “rappresentazione” della realtà.

Le più recenti acquisizioni nel campo della genetica ed epigenetica hanno mostrato il ruolo dei vissuti soggettivi, delle esperienze e delle relazioni nella programmazione ed espressione genica. Da tutto ciò emerge non solo la interdipendenza psiche-cervello-corpo ma anche il ruolo della dimensione psichica negli equilibri adattativi, nei processi fisiologici dell’adattamento (lo stress in primis) e quindi in generale per il benessere e la salute umana.

Significativi studi longitudinali evidenziano il rapporto tra le forme di disagio psicologico nelle diverse fasi della vita (infanzia, adolescenza, vita adulta e anziana), i livelli di stress e la comparsa di disturbi psichici e patologie fisiche. Analogamente vi sono robuste evidenze sulla efficacia ed efficienza (costo-benefici) degli interventi psicologici nella prevenzione, nella promozione della salute, nella cura del disagio e dei disturbi psichici e come importante contributo nel trattamento delle patologie fisiche.

Tutto ciò assegna alla professione psicologica una responsabilità, un ruolo ed un mandato nei confronti della salute umana – nei singoli, nella famiglia, nei gruppi, nelle comunità e nelle organizzazioni – che la comunità professionale intende recepire, onorare e perseguire nei modi migliori. Sia nelle attività autonome e dirette che promuovendo opportune forme di integrazione e collaborazione con le altre professioni della salute e con gli attori sociali ed istituzionali. Ponendosi coerentemente e convintamente come comunità professionale al servizio della comunità nazionale nella promozione delle risorse individuali e collettive.

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