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COVID- 19: Cosa cambia per gli psicologi

Caro/a Collega,

la particolare situazione che stiamo vivendo ci impone, come cittadini e professionisti, di aggiornarci continuamente attraverso fonti normative, Decretazioni e Ordinanze delle Autorità di Salute Pubblica. Come categoria professionale dobbiamo svolgere, più che in altre occasioni, il nostro delicato ruolo con impegno ed attenzione.

È il momento della massima responsabilità, cooperazione e cura di tutti i professionisti sanitari verso di sè, i propri utenti e la Comunità.

Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 estende a tutto il territorio italiano le zone soggette a restrizioni per le misure di emergenza sanitaria a contrasto della diffusione del Coronavirus

Cosa prevede il DPCM 9 marzo 2020?

Evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute

In questo momento, le azioni di contrasto alla diffusione del virus devono essere nettamente prevalenti, pertanto la ricerca di modalità alternative agli spostamenti delle persone fisiche, risulta essere fermamente prioritaria.

Cosa significa questo per gli psicologi?

– L’attività professionale (“comprovate esigenze professionali e di salute”) può continuare a svolgersi se professionista e paziente sono entrambi asintomatici, e non hanno fattori di rischio; previo, ovviamente, il rigoroso rispetto delle misure igienico-preventive del Ministero della Salute e che devono essere applicate con particolare attenzione da tutti i professionisti sanitari.

– Muoversi sul territorio regionale: si può fare solo per comprovati motivi di lavoro, necessità o salute. Questo ricomprende il movimento da e verso lo studio professionale/luogo di lavoro del professionista: in caso di eventuali controlli da parte di Forze dell’Ordine, sarà quindi necessario comunicare la natura del proprio ruolo di professionista sanitario che si sta recando al lavoro. Da chiarificazioni del Ministero dell’Interno, è possibile autocertificare la motivazione dello spostamento con apposito modulo a disposizione delle Forze dell’Ordine.

– Allo stesso modo, il paziente che deve spostarsi presso il vostro studio può dichiarare che si sta recando da un professionista per lo svolgimento di una prestazione sanitaria come motivazione dello spostamento.

Fatte salve le indicazioni fin qui esposte, vista l’emergenza, crediamo di poter fare appello al vostro senso di responsabilità invitandovi a limitare gli spostamenti solo ai contesti di vera emergenza e privilegiando le modalità on line, ove possibile e ove la tipologia dell’intervento lo permette,  nel rispetto delle Raccomandazioni CNOP 2017.

 

EVENTI NON CONSENTITI

– Tutte le Attività di gruppo, meeting, supervisioni collettive e formazioni di gruppo vanno rinviate dopo il 3 aprile in quanto in contrasto, per le loro modalità attuative, con le regole di social distancing del DPCM 8 marzo.

– Tutte le attività a stretto contatto con pazienti fragili o anziani vanno rinviate tranne in casi di oggettiva necessità clinica.

– Tutte le attività che richiedano contatto fisico (con tecniche psicocorporee) vanno rinviate o sostituite con altre metodologie che garantiscano il social distancing previsto in norma.

– CTU/CTP: il CTU è un incaricato di pubblico ufficio e quindi ha un ruolo diverso rispetto al professionista privato. L’indicazione attuale è quindi di rimandare tutto ciò che non è strettamente urgente.

RICORDIAMO
– A seguito delle recenti disposizioni, l’attività di ricevimento in presenza presso la sede dell’Ordine è sospesa fino al 3 aprile.

Gli Uffici rimangono comunque pienamente operativi, e sono regolarmente contattabili al telefono e via email.

Continuiamo a lavorare incessantemente per la professione e vi terremo informati sui nuovi sviluppi.

La Presidente

Gaetana D’Agostino

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