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La deflessione del tono dell’umore nella malattia di Anderson-Fabry.

di Razza G. Spadaro D. Frasca V. Leone C. Giordano A.

U.O.C. Neurologia Ospedale Guzzardi di Vittoria ASP7 Ragusa

Introduzione

La malattia di Anderson-Fabry (AFD) è una patologia da accumulo lisosomiale, ereditaria, progressiva e multisistemica dovuta a un disordine metabolico da deficit funzionale dell’enzima α-galattosidasi A (α-GAL A). Tale deficit determina un’alterazione del metabolismo di alcuni glicosfingolipidi, prevalentemente 1il globotriaosilceramide (Gb3), che di conseguenza si accumula nei lisosomi di numerosi tipi cellulari, soprattutto delle cellule dell’endotelio vascolare. E’ una malattia X-Linked con mutazione nel gene GLA che codifica per l’enzima Alfa-Gal con conseguente elevata eterogeneità genetica e fenotipica. Sono state descritte più di 800 mutazioni genetiche con una incidenza annuale di 1/80.000 nati ma la malattia potrebbe essere sottostimata. Il coinvolgimento del gene X determina una modalità precisa di trasmissione della malattia (vedi tabella)

Nelle forme classiche i primi sintomi si manifestano in età infantile e adolescenziale. Uno dei sintomi tipici presenti nelle prime fasi di malattia è la presenza di acroparestesie che si manifestano o in forma cronica o come crisi dolorose scatenate dal cambio repentino della temperatura corporea. Altro segno tipico è la presenza di angiocheratomi cutanei che possono comparire in qualsiasi zona corporea ma più frequentemente nella zona tra ombelico e ginocchio. La malattia si esprime talvolta anche con ipoidrosi a causa dell’interessamento delle ghiandole sudoripare e con sintomi gastrointestinali. L’occhio come in molte malattie neuro-metaboliche è interessato con espressioni che vanno dalla cornea verticillata, alla cataratta, alle teleangectasie della congiuntiva. Per quanto riguarda l’apparato cardiovascolare la AFD può determinare cardiomiopatia, aritmie, prolasso della valvola mitrale, infarto del miocardio.
Il coinvolgimento dei reni può essere evidenziato fin dall’infanzia con microalbuminuria con successivo e progressivo peggioramento e comparsa di proteinuria; l’evoluzione è lenta ma inesorabilmente progressiva verso l’insufficienza renale tra il terzo ed il quinto decennio di vita. La lesione oculare tipica della MF è una caratteristica opacità corneale detta “cornea verticillata”. Possono inoltre essere presenti alterazioni dei vasi della retina e della congiuntiva. Le manifestazioni cerebrovascolari includono TIA, ictus ischemico o emorragico, crisi epilettiche, aneurismi, danno della BEE.

Metodo

Sono stati studiati 10 pazienti con AFD in carico all’Ambulatorio per le malattie metaboliche ereditarie del reparto di Neurologia dell’Ospedale Guzzardi di Vittoria (RG). I pazienti sono stati sottoposti ad una valutazione della sintomatologia depressiva attraverso la Scala di Hamilton (Hamilton Depression Rating Scale 1967) mentre la sintomatologia fisica è stata valutata attraverso una scala di registrazione dei segni clinici e della loro gravità Mainz Severity Score Index (MMSI 2004). I risultati delle due scale sono stati confrontati nel tentativo di rintracciare una correlazione tra la sintomatologia depressiva e alcuni specifici sintomi fisici, così come già descritto in letteratura. I sintomi psichiatrici sono descritti come frequenti nella malattia di Fabry con una prevalenza di sintomatologia depressiva.

Risultati
Lo studio aveva come obiettivo la valutazione della sintomatologia depressivi nei pazienti con diagnosi di AFD e la correlazione di tale sintomatologia con specifici sintomi organici. La letteratura riporta infatti, un’associazione con il dolore neuropatico e la presenza di sintomi depressivi nel 50 % dei pazienti con AFD.
La correzione delle prove ha mostrato la presenza di una deflessione del tono dell’umore in tutti i pazienti testati, anche se con diversi livelli di gravità.
L’analisi dei dati ha evidenziato una correlazione significativa (tra i punteggi ottenuti alla scala MMSI e quelle ottenuti alla Scala di Hamilton. I punteggi alla scala di Hamilton erano direttamente proporzionali ai punteggi ottenuti alla MMSI.

Conclusioni

Appare possibile identificare nei pazienti con AFD e sintomatologia specifica (dolori neuropatici) una deflessione del tono dell’umore, maggiore con l’aumentare della gravità della sintomatologia organica. Il lavoro successivo dovrà chiarire se i dati sui pazienti con AFD sono sovrapponibili a quelli dei pazienti con dolori neuropatici anche di altra natura o possiedono una loro specificità. Inoltre, andrà indagata la presenza di segni depressivi in pazienti con AFD ma senza segni patologici organici (malattia diagnostica ma non sintomatica). Il fine ultimo è quello di individuare una coorte di pazienti ai quali dedicare trattamenti di sostegno e terapeutici specifici.

Bibliografia

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