“Quando Giovanni diventò Falcone” di Girolamo Lo Verso
Recensioni | Novembre 2022
Autore: Calogero Lo Piccolo

Lo scorso 4 maggio in occasione dell’imminente anniversario del trentennale della strage di Capaci, il Consiglio dell’Ordine ha organizzato una mattinata di studio e riflessioni a partire da questo testo di Girolamo Lo Verso, ma che verteva soprattutto sui tanti anni di ricerca psicologica e clinica sul fenomeno mafioso.
Mattinata piena di contributi e ricca di presenze illustri, che andavano oltre lo stretto ambito professionale psicologico, essendo anzi maggioritaria la presenza del mondo giuridico oltre che di chi a vario titolo si è occupato in prima linea di contrasto alla mafia da molteplici punti di vista, politico e sociale in primo luogo.
Il testo però, pur se rimasto sullo sfondo in un certo senso, correttamente, durante l’incontro, fungendo più da pretesto, è un’opera su cui vale la pena soffermarsi.
Intanto per il linguaggio con cui è scritto, anche in questo caso prevalentemente narrativo e colloquiale, non da addetti ai lavori.
Un testo che racconta una relazione importante, quella tra l’autore e il giudice Falcone, un rapporto di amicizia nato negli anni iniziali delle carriere professionali di entrambi nella città di Trapani. Girolamo non era ancora il professore Lo Verso, Giovanni non ancora il giudice Falcone. Un racconto necessariamente intimo e personale, poco pubblico e ancora meno istituzionale.
Che inesorabilmente si complica al trasferimento a Palermo di entrambi, quando Giovanni,appunto, diventa Falcone e le sue scelte di vita professionale diventano soverchianti rispetto alla dimensione personale e privata.
Quello che cambia sono le condizioni materiali della relazione, non certo l’affetto e la stima.
Molto esemplificativo al riguardo è l’episodio narrato da Lo Verso nel testo di un giorno in cui vede Falcone che sta per entrare nella portineria della propria abitazione e si sbraccia per richiamare la sua attenzione, richiamando però soprattutto l’attenzione allarmata degli agenti di scorta che non esitano a sfoderare le armi, prima che l’equivoco venga chiarito.
Ma non è un testo nostalgico, anche se pieno di memoria.
È un testo semplice, affettuoso e complesso allo stesso tempo, che guarda al futuro facendo lezione del metodo Falcone, anche qui aldilà dello specifico investigativo- giuridico, come una eredità preziosa che deve essere coltivata e tramandata soprattutto nella conoscenza dei codici antropologici che sottendono il fenomeno mafioso come criminalità, nei sui profondi legami, oggi forse un po’ meno strutturali di tre decenni addietro, con la cultura
siciliana e non soltanto.


Girolamo Lo Verso, Quando Giovanni diventò Falcone
Pan di Lettere, 2022