L’insediamento del Consiglio di OPRS nell’anno della pandemia: prospettive ed azioni nate nell’emergenza.
Testimonianze | Dicembre 2020
Autore: Giovanna Blanco

Il 19 dicembre 2019 si è riunito per la prima volta il nuovo Consiglio di OPRS in una seduta di insediamento in cui, come prassi, sono state elette le cariche istituzionali e avviata la macchina politica destinata a stare in carreggiata per i successivi quattro anni.

Nessuno avrebbe mai immaginato che di lì a poco il mondo sarebbe stato stravolto dall’arrivo di un Virus che ha radicalmente modificato il nostro modo di vivere e di pensare, costringendoci a decelerare fino a fermarci tra le pareti delle nostre abitazioni, in un epoca storica in cui poco abbiamo avuto a che fare con le rinunce, l’immobilità e l’essenziale dello stretto indispensabile.

Dal punto di vista individuale e collettivo si sono aperte voragini di bisogni, sofferenze e fragilità che la nostra professione ha intercettato attrezzandosi, nell’emergenza, a rispondere. Non solo quindi medici ed infermieri in trincea contro un nemico invisibile chiamato COVID, ma anche psicologi e psicoterapeuti per curare le ferite sanguinanti che la pandemia ha aperto.

La macchina politica del nuovo Consiglio di OPRS si è trovata, allora, a percorrere le strade impervie di un’emergenza sanitaria in cui la nostra professione è stata chiamata in prima linea necessitando di nuove, indispensabili indicazioni.

Fondamentale è stata l’attività di comunicazione per gli iscritti, costantemente aggiornata in tempo reale, attraverso i canali ufficiali dal sito web e della pagina Facebook per rispondere ai quesiti e dare indicazioni di sicurezza sanitaria alla pratica professionale. E non solo.

Oltre a direttive concrete, si è reso indispensabile elaborare comunicati stampa per raccogliere, da un punto di vista analitico e psicologico, riflessioni scatenate dall’estrema contingenza. Di fatto, la nostra categoria ha accompagnato le comunità nei processi di decodifica ed elaborazione dei vissuti in emergenza e necessitava di spazi di decompressione per sentire, seppur in un clima di isolamento, un’appartenenza professionale. Il sito e i social sono diventati, allora, i luoghi virtuali di ritrovo a cui ricorrere alla ricerca di risposte e contenimento.

In tal senso, molto intenso è stato il messaggio di Nancy MacWilliams che in pieno lock-down ha indirizzato una lettera dedicata a tutti gli iscritti di OPRS condividendo la fatica di “essere terapeutici” davanti al mutamento a cui il coranavirus ci ha costretti. Non solo, allora, per il carisma e lo spessore di una professionista di fama internazionale, ma soprattutto per aver dato voce al comune sentire delle nuove vulnerabilità della nostra categoria professionale che le parole di Nancy McWilliams hanno rappresentato il balsamo che allevia.

D’altronde, noi più di altri, conosciamo bene il potere curativo che hanno le parole all’interno di una relazione significativa: questa è stata la corsia preferenziale all’interno della quale la macchina di OPRS ha percorso e sta percorrendo le strade della pandemia, tenendo viva e costante l’attenzione alla comunicazione, al dialogo e al coinvolgimento dei colleghi per alimentare quel senso di comunità e di appartenenza che sono pilastro di ogni gruppo, anche professionale.

Nel mese di giugno, hanno avuto avvio i cicli di webinar gratuiti che OPRS ha offerto ai propri iscritti, per fornire strumenti di formazione ed aggiornamento. Alla luce delle limitazioni logistiche da Covid, questi appuntamenti hanno rappresentato, ancor di più di quanto fosse stato ipotizzato, occasioni di presenza e contatto per affrontare meglio la distanza fisica e geografica. Il primo evento, non a caso, è stato dedicato a “Terapie on line: teoria e tecnica” tenuto dalla dottoressa Ada Moscarella, punto di riferimento in tale ambito per pazienti e colleghi. Di fatto, la più grande rivoluzione a cui abbiamo dovuto adattarci come esseri umani e, noi ancor di più come tecnici del mondo” PSI”, è stata proprio questa: imparare, laddove possibile, a stare dietro il monitor di un Pc o di un telefonino, a sostituire la presenza del corpo ai pixel, la gamma delle tonalità della voce umana filtrata da amplificatori stereo o cuffiette auricolari. A questo non eravamo preparati, ma abbiamo dovuto imparare a farlo.

E poi, ancora, nel panorama che si apriva lungo la percorrenza dei mesi, sono stati avviati 16 Gruppi di lavoro (su diverse tematiche quali ad esempio i disturbi alimentari, l’ autismo, la psicologia scolastica, delle emergenze, dello sport, forense, ospedaliera, l’etnopsicologia, le cure palliative, gioco d’azzardo patologico, …) per intraprendere una radicale apertura nei confronti delle colleghe e dei colleghi e favorire partecipazione ed inclusività. Circa 8000 sono, infatti, gli Psicologi in Sicilia che rappresentano un patrimonio di idee, buone prassi, competenze ed esperienze che possono essere messe a disposizione della categoria e delle comunità. I Gruppi di lavoro sono stati concepiti come ennesimi luoghi di incontro, scambio e costruzione di un’identità professionale e di una pratica che richiede il coinvolgimento di tutti.

Incessante, ancora, in questo anno l’attività di interlocuzione con la Protezione Civile, le Associazioni di Psicologia dell’Emergenza, le Aziende Sanitarie, l’Assessorato alla Salute nel tentativo di creare rete e costruire direzioni, a volte anche solo spiragli, laddove l’emergenza richiedeva. La rete territoriale di enti pubblici e privati è uno dei cardini di un’attività politica che intende promuovere credibilità, riconoscimento e rappresentanza per la nostra professione.

L’anno di insediamento del nuovo Consiglio di OPRS non è certamente stato un anno semplice, ma è stato totalmente speso con la passione e la dedizione di chi cerca di fare in un’ottica di costruzione comune, al servizio di una professione per la quale ancora tanto bisogna fare. Pertanto, insieme, continuiamo.