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Un percorso di training combinato focalizzato sul potenziamneto e sulla mentalizzazione dell’attenzione e dell’autoregolazione in bambini della scuola dell’infnazia con fragilità all’interno del dominio cognitivo

di *Perricone G., *Polizzi C., **Papadia G.

* Università degli Studi di Palermo, Dipartimento di Scienze e Tecniche Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione
** Gruppo di Ricerca in Psicologia Pediatrica, Università degli Studi di Palermo

Il lavoro presenta uno studio sull’efficacia di un training finalizzato al rafforzamento in bambini di 5 anni di specifiche abilità precoci, l’attenzione, intesa nei termini di attenzione mantenuta, condivisa e controllata, e l’autoregolazione comportamentale ed emotiva; abilità queste che stanno alla base dello sviluppo delle funzioni esecutive e che risultano fondamentali per il successo scolastico e sociale dei bambini. Si tratta di un trattamento caratterizzato non da sequenze di esercizi, bensì da un percorso laboratoriale in cui i bambini oltre a fare esperienze di attenzione e di autoregolazione, vengono orientati a mentalizzare tali esperienze, a “fissare” nella mente immagini su come stare attenti e autoregolati. Lo studio, in tal senso, assume l’attuale prospettiva di prevenzione che orienta la ricerca di precursori/predittori di rischio evolutivo, al fine di attivare interventi supportivi o riabilitativi più precocemente possibile. Inoltre, il training assume l’idea che l’efficacia di un trattamento per il rafforzamento dei bambini dipenda anche dal coinvolgimento attivo dei principali caregivers (genitori e insegnanti), In tal senso, il trattamento si è definito come training combinato (child/parent/teacher training).
Metodo:
Lo studio è stato condotto secondo un modello di ricerca A-B-A coinvolgendo nella prima fase di assessment (pre-trattamento) tutti i bambini di 5 anni delle 12 scuole dell’infanzia comunali di Palermo che hanno aderito, per un totale di 356 bambini. Per la valutazione delle capacità di attenzione e autoregolazione sono stati applicati specifici questionari osservativi IPDDAI e IPDA per gli insegnanti e IPDAG per i genitori. In tal senso sono stati individuati 100 bambini con fragilità e 91 di questi hanno partecipato al trattamento. Hanno aderito al trattamento anche 31 bambini senza fragilità. È stato attivato un rigoroso percorso di monitoraggio realizzato applicando, in ognuno dei 39 laboratori, una griglia di osservazione.
Analisi dei dati e risultati:
I dati sono stati analizzati attraverso la statistica descrittiva e quella parametrica e non parametrica, tramite il programma di elaborazione statistica SPSS-22. Nello specifico, per verificare l’efficacia del training e quindi le possibili differenze tra i livelli di attenzione e di autoregolazione presentati dai partecipanti prima del trattamento e quelli presentati nel post trattamento, è stata effettuata un’ANOVA a misure ripetute per confrontare i punteggi ai test utilizzati da insegnanti e genitori; inoltre, è stato ulteriormente verificato il possibile cambiamento indotto dal training, attraverso l’analisi del trend dei dati del monitoraggio osservativo. In tal senso è stata calcolato il Friedman Test per confrontare le frequenze dei comportamenti di attenzione e autoregolazione presenti nei bambini all’avvio del trattamento (T1), a metà trattamento (T2) e a fine trattamento (T3). In tal senso, coerentemente con i dati delle valutazioni degli insegnanti e dei genitori, è stato rilevato un cambiamento statisticamente significativo solo per quanto attiene all’Attenzione (χ2= 21,4; df= 2; p=.001), mentre appare tendenzialmente significativa la differenza pre-post trattamento rispetto all’Autoregolazione, (χ2 =4,5; df=2; p= .05).
Conclusioni
I dati evidenziano l’efficacia di un modello di training che prende in carico il rafforzamento di bambini con fragilità a carico dei processi cognitivi indicati, attraverso l’attivazione di un percorso laboratoriale fondato sulla mentalizzazione delle esperienze di attenzione e di autoregolazione. Per altro proprio il dato relativo alla’assenza di differenze statisticamente significative tra gli esiti raggiunti con bambini di scuola appartenenti a contesti socioculturali elevati e gli esiti raggiunti da bambini di scuole “svantaggiate”, sembra sostenere ulteriormente l’ipotesi che il training sia efficace nella promozione delle abilità prese in carico.

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