Oggi più che mai si ravvisa la necessità di creare un gruppo di lavoro dell’ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, dedicato alla Psicologia delle Emergenze, finalizzato a definire buone prassi operative in tutti gli scenari emergenziali, soprattutto a curare gli aspetti etici e deontologici dello specifico approccio operativo dello Psicologo dell’emergenza.

Il Gruppo di Lavoro, costituitosi a settembre 2020, è composto da 10 professionisti psicologi, formati e con esperienza sul campo, coordinati dalla dott.ssa Rosa Leonardi e provenienti da varie province siciliane a rappresentazione e lettura dei diversi contesti della Regione.

Ogni qualvolta ci troviamo esposti ad un evento naturale come può essere il terremoto, un’alluvione, una frana o l’attuale pandemia da SARS COV-2, sentiamo che la nostra sicurezza e la nostra visione del futuro entrano in crisi. È come se qualche cosa che accade all’esterno ci ricordasse la fragilità del nostro animo e ci ripresentasse, improvvisamente, paure lontane sopite negli anni. Tutto ciò a ben vedere accade anche di fronte ad altre circostanze più personali come l’essere coinvolti in un incidente stradale, subire una rapina, confrontarsi con la morte improvvisa di una persona a noi cara.

In questo ambito specifico la nostra disciplina si occupa dei comportamenti e in particolare dell’approccio alle problematiche di tipo psicologico che generalmente si manifestano in situazioni di emergenza. Per ottimizzare gli interventi di aiuto verso le persone coinvolte, in incidenti critici e/o gravi calamità, bisogna individuare quei sistemi di trattamento più idonei ad evitare, nelle persone, effetti psichici negativi riducendo al minimo le possibilità di insorgenza patologica.

La Psicologia dell’emergenza, si connota quindi come quell’ambito della Psicologia volta alla ricerca, alla pratica e all’applicazione delle conoscenze psicologiche nei contesti di emergenza, ossia tutte quelle situazioni fortemente stressanti, che mettono a repentaglio il benessere del singolo individuo o dell’intera comunità.

Essere soli di fronte a queste esperienze ne aumenta la drammaticità e la sensazione di essere delle vittime inerti, mentre lo scoprire che tutti condividiamo paure, emozioni e capacità di reazione aiuta in modo fondamentale il singolo, la famiglia e la società a rialzarsi dopo l’impatto con l’esperienza drammatica. La capacità di rialzarsi e di rimettersi in movimento, chiamata resilienza, è una delle risorse psicologiche che tutti possediamo, anche se in misura diversa. In ciò aiuta il senso di autoefficacia,  cioè la consapevolezza che di fronte alle cose che accadono non siamo semplici vittime, ma abbiamo molteplici risorse (non sempre conosciute) per affrontare quello che accade.

Davanti ad un evento inaspettato, tutto avviene come se i meccanismi e le forze che fino a quel momento hanno mantenuto un certo “ordine” o “equilibrio” naturale, vadano per un’altra via, quella del caos e del disorientamento. Queste condizioni di forti e inaspettati cambiamenti richiedono altrettanto forti e veloci adattamenti. Gli stili di risposta (o anche strategie di coping) delle persone – funzionali o disfunzionali che siano – possono essere molteplici. Nella maggioranza dei casi, anche eventi altamente dolorosi, non necessariamente generano gravi conseguenze.

Tuttavia, nei momenti in cui è faticoso o difficile mettere in atto adeguati processi o quando gli stress sono troppo prolungati, possono emergere problematiche di tipo psicologico tra le quali assume una certa “ridondanza” quella sindrome a tutti nota come PTSD (post traumatic stress disorder), che tuttavia non rappresenta l’unica e più frequente conseguenza psicopatologica dei disastri. Subito dopo aver vissuto un evento traumatico il nostro organismo e il nostro cervello vanno incontro ad una serie di reazioni di stress fisiologiche, che nel 70-80% dei casi tendono a risolversi naturalmente senza un intervento specialistico.  Non si tratta di formule astratte, ma di valorizzare quello che di positivo noi sappiamo e possiamo fare per noi stessi e per i nostri cari.

Nell’attuale pandemia si è dimostrato particolarmente efficace l’approccio tipico degli psicologi dell’emergenza ed in tal senso si è mosso il Ministero della Salute nell’indicare nelle competenze specifiche di questa area psicologica le professionalità più idonee a rispondere al Numero Verde di supporto psicologico nazionale e a rispondere alle esigenze dell’agenzia Scuola per lo specifico della situazione ingenerata dalla pandemia (ruolo ben diverso e distinto da quello dello psicologo scolastico).

A nostro parere è importante, in tal senso, configurare la figura dello Psicologo dell’emergenza come figura altra, anche rispetto alla figura dello Psicologo clinico. Una prima marcata differenza consiste nel fatto che lo psicologo dell’emergenza si rende “visibile” e disponibile agli attori che possono fruire delle proprie competenze entrando nel “campo” emergenziale. La sua è una “presenza” discreta e deontologicamente guidata, che lo porta ad avvicinarsi e mettersi al fianco di chi è stato investito dalla “catastrofe” ( dal greco kata’/strofe’à rottura, rovesciamento).

Lo psicologo delle emergenze necessita di un corpus di conoscenze sulle attività di intervento sul campo: per migliorare l’efficacia delle prestazioni proprie e degli altri attori coinvolti nella situazione emergenziale;  per promuovere il benessere delle persone e della comunità.

La complessità dell’approccio obbliga un coordinamento degli interventi, con specifiche competenze che, oltre ad un focus di intervento mirato al “sostegno psicologico delle popolazioni sinistrate” interviene, parallelamente, anche a favore dei soccorritori traumatizzati (traumatizzazione vicaria).

Coordinatore: Leonardi Rosa
Componenti: Casamichele Maria, Castrogiovanni Valeria, Cervellione Brenda, Di Fresco Carmelo, Nicita Alfonso, Sicali Santa, Timpanaro Sara Rita, Varisano Stefania, Vitulo Serena

Inoltre, il gruppo si avvale di due esperti esterni: Prof. Calogero Iacolino, professore associato di psicologia clinica c/o l’Università degli studi di Enna “Kore”(EN) e Dott. Daniele Barnabè  esperto in psicotraumatologia (Emilia Romagna) che, con le loro specifiche conoscenze arricchiscono e completano il gruppo nella sua totalità.

Normativa di riferimento per gli interventi psico sociali 

DPCM 13 Giugno 2006

DPR_194_2001