Pubblicato il: 17 Maggio 2026

Il presente contributo è a cura del Gruppo di Lavoro “Dalla psicologia LGBTQ+ al benessere nelle differenze: comunità, prossimità e responsabilità professionale”
Il 17 maggio è la Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia.
In questa data, nel 1990, l’OMS rimuove l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Un passaggio storico, fondato su anni di ricerca e di lotta per i diritti. Come Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, vogliamo che questa ricorrenza non sia solo simbolica, ma che diventi un richiamo alla responsabilità della nostra professione nel promuovere rispetto, riconoscimento e tutela. L’omolesbobitransnegatività è purtroppo ancora una realtà concreta. Può incidere sul benessere psicologico, sulle relazioni, sulla qualità della vita di molte persone. E noi non possiamo restare indifferenti. Il superamento della patologizzazione degli orientamenti affettivo-sessuali non eterosessuali e delle varianze di genere è il risultato di un percorso lungo e fondato su evidenze scientifiche che oggi orientano pratiche più consapevoli e rispettose delle pluralità identitarie, ma che necessita ancora del nostro impegno attivo come comunità professionale.
Vogliamo allora che il 17 maggio si ponga anche come momento di riflessione onesta e concreta sulla nostra pratica professionale, su quanto siamo realmente aggiornati sui temi LGBTQ+, su quanto i nostri strumenti siano inclusivi nella pratica e non solo nelle intenzioni, su quanto spazio lasciamo concretamente all’autodeterminazione delle persone che incontriamo.
Lo stigma non è solo un’ingiustizia sociale: è un determinante di salute.
Può generare ansia, depressione, isolamento e ostacolare l’accesso alle cure. Al tempo stesso, le persone LGBTQ+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer) non sono riducibili ai loro fattori di rischio: sono portatrici di risorse e possibilità di costruire vite autentiche, piene e felici.
Una ricerca del 2021 condotta dal precedente Gruppo di Lavoro dell’OPRS con il coinvolgimento delle psicologhe e degli psicologi siciliani, consultabile a questo link, segnala un dato su cui riflettere: sebbene la maggior parte delle psicologhe e degli psicologi mostri un orientamento non patologizzante, circa 1 professionista su 5 considera ancora l’omosessualità come patologica e modificabile. Un dato rilevante, poiché le pratiche cosiddette“riparative”sono scientificamente infondate, ritenute dannose e deontologicamente vietate. E anche forme più sottili di pregiudizio possono compromettere la qualità dell’intervento clinico.
La letteratura scientifica è chiara: in contesti affermativi, la salute psicofisica delle persone LGBTQ+ non differisce significativamente da quella della popolazione generale. Quando il contesto cambia, cambiano anche gli esiti. È qui che la nostra responsabilità professionale diventa concreta.
L’omolesbobitransnegatività non è solo“fuori da noi”: può attraversare i nostri linguaggi, le diagnosi, le ipotesi cliniche, le domande che facciamo e i silenzi che non riconosciamo. Il lavoro psicologico non è neutro: contribuisce a creare le condizioni in cui una vita può restringersi o espandersi.
Essere competenti sui temi LGBTQ+può significare:
Il 17 maggio è anche una domanda aperta: le nostre pratiche stanno ampliando le possibilità di salute delle soggettività LGBTQ+?
Come comunità professionale, abbiamo la responsabilità di promuovere il benessere di ogni soggettività, contrastando lo stigma che genera isolamento e sofferenza psichica (minority stress), e di garantire spazi di ascolto sicuri e privi di giudizio.
Il Gruppo di Lavoro Dalla psicologia LGBTQ+ al benessere nelle differenze: comunità, prossimità e responsabilità professionale lavora in questa direzione: promuovere strumenti, formazione e spazi di confronto per una pratica clinica più consapevole.
Scopri di più al seguente link.
In occasione della Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia abbiamo rivolto ai rappresentanti delle principali associazioni attive sul territorio siciliano una domanda: Cosa può fare la nostra comunità professionale per contrastare l’omobitransnegatività?
Ecco le loro risposte.
Intervista a Francesca Milone • Culture e Identità Plurali (C.I.P.) Catania
Intervista a Daniele Russo • Vicepresidente Arcigay Catania
Intervista a Ilaria Campo • Altra Sponda Enna
Intervista a Fabio Alosi • Responsabile Salute Arcigay Makwan Messina
Intervista a Gianmaria Lenti • Collettivo Eolie Pride
Intervista a Giulio Damiano • Vicepresidente Arcigay Palermo
Intervista a Monica Giampiccolo • Presidente Agedo Ragusa
Intervista a Tiziana Biondi • Vicepresidente Stonewall GLBT Siracusa
Intervista a Armando Caravini • Presidente Arcigay Siracusa
Intervista a Angelo Tarantello • Presidente Agedo Siracusa
Intervista a Angelo Cassisa • Vicepresidente Arcigay Trapani Shorùq