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Gruppo di Lavoro sulla Mindfulness: per una pratica consapevole, etica e evidence-based

Gruppi di Lavoro

Pubblicato il: 30 Luglio 2026

Negli ultimi anni la mindfulness ha conosciuto una diffusione sempre più ampia nei contesti clinici, educativi e sociali. Tuttavia, a questa crescente popolarità non sempre è corrisposta una pari attenzione alla qualità della formazione, alla definizione dei confini professionali ed alla solidità scientifica degli interventi proposti.

È proprio a partire da queste riflessioni che nasce il Gruppo di Lavoro sulla Mindfulness, promosso all’interno dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, con l’obiettivo di costruire uno spazio qualificato di confronto, ricerca e sviluppo professionale.

Il Gruppo di Lavoro è coordinato dalla Dott.ssa Giuseppina Morabito collaborata dai colleghi Ilenia Maria Adamo, Laura Bongiorno, Barbara Crescimanno, Letizia Ferrante, Cinzia Orlando, Renato Maria Schembri e Rosa Barbara Tornitore, che contribuiscono, con le loro diverse competenze ed esperienze, alla costruzione e dallo sviluppo delle attività.

Il Gruppo si propone di favorire la diffusione di interventi di mindfulness evidence-based, sostenuti da una formazione rigorosa e da una chiara cornice etica. In un panorama in cui il rischio di banalizzazione e “commercializzazione” della pratica è sempre più evidente, diventa fondamentale restituire alla mindfulness la sua complessità ed il suo valore clinico.

La mindfulness, infatti, non può essere ridotta a tecnica di benessere superficiale, richiede competenze specifiche, integrazione con modelli teorici solidi ed una costante attenzione alla responsabilità professionale.

Partiamo dal principio: cosa si intende con la parola Mindfulness?

In Italia la traduciamo con “Consapevolezza” anche se in effetti rischiamo di essere un po’ riduttivi poiché la parola consapevolezza fa pensare ad un processo che passa prevalentemente dalla testa, dalla conoscenza. Quando invece pratichiamo la mindfulness con cura, mente, cuore, corpo e presenza abbiamo la possibilità di accedere ad un sapere che va oltre la conoscenza strettamente cognitiva; possiamo far emergere una facoltà intuitiva che valica il pensiero.

Mindfulness è entrare in relazione con l’esperienza momento dopo momento, è sentire la natura del corpo e dei sensi, lasciar essere la mente con i suoi turbinii di pensieri e giudizi, è risvegliarsi al variopinto universo emotivo che quotidianamente ci attraversa.

Mindfulness è una scelta radicale! Si, perché divenire presenti, centrati e consapevoli in un mondo che corre, che ci impedisce di pensare, di sentire, di vivere esperienze autentiche, diventa quasi un atto rivoluzionario.

Lo stesso Jon Kabat-Zinn, recentemente ospite dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, ci ricorda che Mindfulness è risvegliarsi al nostro essere presenti e questo risvegliarsi non è altro che un “atto d’amore” che si dispiega momento dopo momento.

È vero, coltivare e nutrire la mindfulness nella quotidianità ci consente di attraversare la complessità della vita con un bagaglio differente, più adatto ai continui alti e bassi, più solido e robusto; e di questo se ne sono accorti diversi studiosi (psicologi, neuroscienziati, medici) che hanno cominciato ad approfondire quello che avviene grazie alla pratica mindfulness.

Ciò ha prodotto, nel corso degli anni, una mole smisurata di ricerche, corsi, approfondimenti, studi e analisi.

Tutto estremamente utile ed interessante, ma siamo sicuri che così facendo non si sia persa la bussola?

Oggi assistiamo al fenomeno della “mindfulness panacea” per cui spesso ci imbattiamo nella mindfulness per adulti, per bambini, per persone che soffrono di dipendenze, per l’ansia, per i disturbi alimentari, per lo stress, per le persone che vogliono andare in vacanza sereni, per degustare un bicchiere di vino; ed ancora mindfulness per docenti, per professionisti vari, per insegnanti di yoga e per grandi aziende.

I corsi proliferano, le formazioni sono talmente tante da confondere anche i più volenterosi e via via i manuali hanno cominciato a sostituire la pratica, i corsi di formazione il mettersi seduti a respirare.

E così, sempre più spesso, la mindfulness viene presentata come strumento per gestire lo stress, tecnica per rilassarsi o per regolare le emozioni.

Il fare prende il sopravvento sull’essere e sullo “stare”.

Il Gruppo di Lavoro nasce con l’intento di diffondere, dapprima all’interno dell’Ordine professionale e poi a tutta la popolazione, una pratica mindfulness evidence-based, responsabile, etica, pratica ed esperienziale.

Siamo consapevoli che i confini tra psicologia e mindfulness siano fortemente interconnessi e non sempre molto ben differenziati; per riprendere sempre Jon Kabat-Zinn, la mindfulness è terapeutica ma non è terapia per questo serve approfondire la questione.

Non basta essere psicologi, medici o neuroscienziati per poter proporre percorsi Mindfulness-based come ci ricordano gli stessi Segal, Williams e Teasdale nel testo “Mindfulness – al di là del pensiero, attraverso il pensiero”. Nonostante i tre autori si fossero recati personalmente a Boston per apprendere da Kabat-Zinn, si resero ben presto conto che se “l’istruttore non è in grado di attingere da un’esperienza personale di mindfulness, i pazienti non potranno apprendere che in misura assai limitata”.

Il Gruppo di Lavoro, composto da professionisti con una solida e prolungata formazione e pratica personale, mette a disposizione il proprio know-how per tutti i colleghi siciliani interessati ad approfondire il tema della mindfulness in psicologia e si impegna, altresì, a creare reti e connessioni con istituzioni, aziende e professionisti al fine di ampliare una cultura del benessere fondata sulla consapevolezza e la presenza.

Per restare aggiornati sulle iniziative e partecipare alla prima indagine conoscitiva, invitiamo i Colleghi a seguire i canali ufficiali dell’Ordine.