L’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle transizioni demografiche più significative del nostro secolo, portando con sé sfide cliniche, sociali e culturali che richiedono risposte urgenti e integrate. Al 1° gennaio 2026, l’ISTAT fotografa una realtà ineludibile: gli over 65 in Italia hanno raggiunto i 14 milioni 821 mila, pari al 25,1% della popolazione totale (ISTAT, 2026).
Questo scenario si riflette pesantemente sul piano neuropsicologico e clinico. In Italia si stimano circa 1.100.000 persone affette da demenza (di cui il 50-60% con malattia di Alzheimer) e circa 900.000 persone con disturbo neurocognitivo minore; spostando il focus sulla nostra regione, i dati dell’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità riportano ben 80.453 casi stimati di demenza su 1.079.447 residenti siciliani di età pari o superiore a 65 anni (Osservatorio Demenze–ISS, 2024).
Di fronte a questi numeri, è evidente che la demenza non può essere considerata esclusivamente una patologia medica da gestire all’interno di un ambulatorio. Essa incide profondamente sull’identità personale, sulle capacità comunicative, sull’autonomia residua, sulle relazioni familiari, sulla partecipazione sociale e sulla qualità della vita. In linea con le direttive del Piano Nazionale Demenze, emerge la necessità di un cambio di paradigma che metta al centro la qualità della vita, la riduzione dello stigma e la promozione di percorsi assistenziali integrati e appropriati (Ministero della Salute–ISS, 2014).
È in questo spazio che si colloca l’azione del Gruppo di Lavoro Declino cognitivo e Demenza dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, coordinato dalla Dott.ssa Erika Smeriglio, nato con l’obiettivo di valorizzare il ruolo della psicologia clinica e della neuropsicologia dell’invecchiamento nei percorsi di prevenzione, valutazione, trattamento e sostegno.
Il GdL opera in una prospettiva bio-psico-sociale e multidisciplinare, ponendo al centro la persona con demenza, il caregiver, la famiglia e la rete territoriale.
Il valore del GdL risiede nella sinergia di competenze che uniscono la ricerca scientifica avanzata alla pratica clinica territoriale, coprendo la complessa mappa della sanità e del supporto psicosociale in Sicilia attraverso modelli operativi integrati e specificità territoriali.
1. La Clinica Territoriale e le Frontiere della Diagnosi Precoce
L’identificazione e la presa in carico del deterioramento cognitivo richiedono modelli rigorosi e integrati, capaci di agire fin dalle primissime fasi della malattia:
- Il Grading Neuropsicologico a Cefalù (PA): Presso il CDCD della Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, la Dott.ssa Rosalia Coppola implementa un approccio multidisciplinare basato sul governo clinico delle malattie croniche e sulla continuità di cura. All’interno del team, la figura dello psicologo/neuropsicologo agisce in stretto raccordo operativo con il neurologo. Ricevuto l’invio, il neuropsicologo esegue entro 30 giorni una valutazione neurocognitiva basale (grading di riferimento), impiegando strumenti di screening di primo livello (MMSE, MoCA) e batterie dominio-specifiche di secondo livello. Nei quadri complessi, vengono eseguiti approfondimenti cruciali come lo Stroop Test per i disordini attentivo-esecutivi o la batteria SAND per l’analisi accurata della fluenza verbale e dei deficit di linguaggio.
- La Presa in Carico Neuropsicologica Globale a Torregrotta (ME): Presso il Centro Medico Nous, il Dott. Roberto Micciulla declina la valutazione e riabilitazione neuropsicologica in un setting orientato alla globalità della persona. Attraverso l’analisi approfondita delle funzioni cognitive, emotive e comportamentali, il percorso punta al recupero, al mantenimento o al potenziamento delle abilità compromesse, integrandosi costantemente con il contesto medico e familiare circostante per favorire l’autonomia quotidiana.
- Ambiti Diagnostici di Frontiera e Legame Rene-Cervello a Ragusa: L’attività clinica e di ricerca condotta nella provincia iblea dalla Dott.ssa Giulia Belluardo (Dottoranda presso l’Università Guglielmo Marconi di Roma) evidenzia l’importanza di esplorare popolazioni cliniche storicamente ritenute distanti dal campo delle demenze. I suoi studi pionieristici sul legame tra nefropatia cronica e demenza vascolare hanno dimostrato la presenza di precoci disfunzioni cognitive, alterazioni del sonno e compromissioni delle funzioni frontali nei pazienti in emodialisi cronica. Questo lavoro evidenzia la necessità di vincere lo scetticismo territoriale e integrare lo psicologo nelle équipe multidisciplinari per capitalizzare precocemente concetti come la riserva cognitiva.
2. Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS)
La Sicilia esprime poli di eccellenza nazionale dove la clinica dialoga costantemente con l’innovazione tecnologica e i biomarcatori digitali:
- L’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina: La Dott.ssa Laura Culicetto opera in un presidio specialistico nel quale le attività ambulatoriali e le valutazioni neuropsicologiche si affiancano a programmi di ricerca sulla diagnosi precoce, la riabilitazione e la personalizzazione degli interventi. Un progetto attualmente condotto presso l’Istituto integra dati cognitivi, neuroanatomici e biologici per individuare, mediante sistemi di Intelligenza Artificiale (AI), possibili indicatori predittivi della conversione da Mild Cognitive Impairment (MCI) verso forme di demenza, orientando percorsi di monitoraggio personalizzati. Sul fronte riabilitativo e della continuità assistenziale, l’Istituto sviluppa modelli innovativi che integrano telemedicina, tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva e tecnologie avanzate, tra cui il dispositivo VESPA (un sistema di realtà virtuale immersiva progettato per la valutazione e la riabilitazione delle funzioni cognitive e motorie), affiancando a queste attività cliniche strutturati gruppi di supporto rivolti ai caregiver. La riflessione sugli spazi di cura si estende anche agli ambienti di vita che influenzano la salute cerebrale. In tale prospettiva si colloca l’interesse, condiviso con il Laboratorio di Neuroscienze Cognitive e Sociali del Dipartimento COSPECS dell’Università degli Studi di Messina, per i possibili effetti delle micro e nanoplastiche sul sistema nervoso e per il loro potenziale coinvolgimento nei processi neurodegenerativi.
- L’IRCCS OC “Oasi Maria SS.” di Troina (EN): Con oltre 70 anni di attività, l’Istituto (il cui titolo di IRCCS è stato riconfermato con DM del 7 maggio 2026) rappresenta un presidio di rilievo nazionale accreditato con il SSN. La Dott.ssa Domenica Tasca opera all’interno delle UOC di Psicologia Diagnostica e Psicologia Riabilitativa (a conduzione universitaria in convenzione con gli Atenei di Catania ed Enna Kore). L’Istituto lavora su linee di ricerca focalizzate sulla psichiatria biologica applicata ai disordini neurocognitivi (Responsabile Dott. R. Ferri) e sull’identificazione di nuovi biomarcatori e target farmacologici (Responsabile Prof. F. Caraci). La riabilitazione avviene in regime ordinario e Day Hospital attraverso l’integrazione di tecniche tradizionali e strumenti tecnologici d’avanguardia (sistemi robotici, realtà virtuale immersiva e semi-immersiva come Nirvana, Mindlenses Professional e VRRS di Khymeia), accanto a modelli innovativi come la Day Habilitation per rallentare il deterioramento adattivo negli adulti con disabilità intellettiva grave.
3. La Psichiatria Pubblica Territoriale e l’Umanizzazione della Cura
L’integrazione sociosanitaria e l’ecologia della mente trovano espressione nei servizi territoriali delle Aziende Sanitarie Provinciali e nei progetti di stimolazione socio-culturale:
- Il Centro di Psicogeriatria dell’ASP Messina: Attivo dal 2017 all’interno del Dipartimento di Salute Mentale (MDMSA Me Nord), il servizio descritto dalla Dott.ssa Annalisa Vezzosi attua una presa in carico territoriale in setting sia ambulatoriali che domiciliari. L’équipe multidisciplinare (psichiatri, psicologi, tecnici della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali) pone un focus specifico sui trattamenti riabilitativi cognitivi. In forte sinergia con le istituzioni cittadine e l’associazione dei familiari AriaD APS, il Centro trasferisce la cura fuori dagli ambulatori attraverso attività ecologiche sul territorio: i Caffè Alzheimer (arteterapia e musicoterapia), l’innovativo percorso di Operaterapia (con la partecipazione di pazienti e familiari alle prove generali al Teatro Vittorio Emanuele), le matinée musicali “Musicalmente Insieme” e i percorsi di riabilitazione in contesti naturali e agricoli “Naturalmente… insieme”.
- I Marker Linguistici e il Progetto S.H.A.M. a Messina: Presso l’Università degli Studi di Messina, le linee di ricerca coordinate dalla Dott.ssa Erika Smeriglio si concentrano sull’analisi dei marker linguistici nella demenza di Alzheimer, sulla prevenzione, sull’automazione diagnostica e sui trattamenti non farmacologici language-focused. Questa cornice scientifica ha dato vita al progetto S.H.A.M. (Speech Health Alzheimer Museum): un percorso museale guidato rivolto a persone con demenza e caregiver, basato su interventi psicosociali e di stimolazione del linguaggio in contesti socio-culturali. L’obiettivo è preservare la comunicazione e sostenere l’identità narrativa, contrastando attivamente l’isolamento e lo stigma.
4. Il Terzo Settore e il Sostegno Psicosociale continuativo
L’anello di congiunzione fondamentale tra le istituzioni sanitarie e la vita quotidiana delle famiglie è rappresentato dalle associazioni di volontariato:
- Il Modello Integrato di A.I.M.A. Catania OdV: Presso il territorio etneo, la Dott.ssa Febronia Riggio (Dipartimento COSPECS, Università di Messina) collabora strettamente con l’associazione guidata dal responsabile scientifico Dott. Giuseppe Zappalà (Sede: Residenza Gentile, Catania). Guidata dallo storico motto “Non dimenticare chi dimentica”, A.I.M.A. offre un modello concreto di assistenza semiresidenziale attraverso il suo Centro Diurno Alzheimer. Destinato a persone con deterioramento cognitivo lieve-moderato, il centro attua un progetto neuropsicologico dedicato, volto a preservare le abilità funzionali e sociali in un ambiente sicuro. La presa in carico prevede una valutazione iniziale multidisciplinare con il neurologo di riferimento e un costante supporto alla famiglia, attuato tramite consulenze psicologiche e l’organizzazione dei Caffè Alzheimer, intesi come spazi di ascolto e confronto aperti alla cittadinanza.
Nelle demenze, il supporto psicologico non rappresenta un intervento accessorio, ma un fattore terapeutico strutturale. Come evidenziato nell’esperienza clinica del GdL, il supporto psicologico deve attivarsi tempestivamente al momento della comunicazione della diagnosi, articolandosi in due setting distinti ma paralleli: uno dedicato al paziente e uno dedicato al caregiver e al nucleo familiare. Questo intervento si focalizza sulla ristrutturazione della rappresentazione mentale della malattia, sull’elaborazione del trauma diagnostico, sulla scelta consapevole di stili di vita volti alla preservazione delle risorse residue e sullo sviluppo di un ruolo attivo e partecipe nel processo decisionale relativo alla presa in carico terapeutica e assistenziale, riducendo l’impatto del caregiver burden. Nonostante la ricchezza delle esperienze descritte, una priorità assoluta emersa dal confronto tra i membri del GdL è la forte frammentazione delle informazioni sul territorio siciliano. La difficoltà per le famiglie e per gli stessi medici di medicina generale di orientarsi tra i diversi nodi della rete (riconoscimento dei primi segnali, invio specialistico, valutazione neuropsicologica, percorsi riabilitativi ad alta tecnologia, centri diurni e associazioni) rischia di vanificare l’efficacia dei servizi esistenti.
Per rispondere a questa urgenza nasce il progetto CareMaps: una mappa condivisa, dinamica e interattiva che intende censire e rendere visibili i servizi pubblici, privati e del terzo settore operanti in Sicilia. Uno strumento indispensabile per la cittadinanza e una risorsa fondamentale per i professionisti, essenziale per favorire il lavoro in rete, la sussidiarietà e la continuità assistenziale.

Costruire una Sicilia Dementia-Friendly richiede uno sforzo corale. Il Gruppo di Lavoro invita tutti i colleghi psicologi, neuropsicologi e le realtà sanitarie o associative operanti sul territorio siciliano a contribuire attivamente alla costruzione di CareMaps.
Attraverso la compilazione di un apposito censimento telematico, sarà possibile inserire i propri riferimenti professionali, le aree di specializzazione e i servizi offerti, entrando a far parte di una rete integrata e interconnessa a supporto della salute e della resilienza della nostra regione.
Accedi direttamente al Google Moduli predisposto dal GdL per inserire i tuoi dati e richiedere l’inclusione della tua realtà professionale all’interno della mappatura regionale.
Riferimenti bibliografici