Pubblicato il: 23 Marzo 2021
Anche quest’anno, all’alba dell’inizio del percorso scolastico, il corpo docente, i genitori e gli alunni si trovano coinvolti nel vortice dell’emergenza COVID-19.
Mentre alti numeri di contagi si continuano a registrare, ci si domanda come sarà organizzato l’anno scolastico 2020/2021, quali potranno essere le implicazioni didattiche, quali risvolti psicologici ed emotivi possano far da sfondo ai tanti dubbi e ad altrettante incertezze che assalgono inevitabilmente.
In vista della ripartenza didattica dell’anno scolastico 2020/2021, che già non si prospettava abbastanza rosea, tra il 20 al 27 Giugno 2020, è stata divulgata, tramite piattaforme online, un’indagine volta a conoscere la validità o gli eventuali difetti riscontrabili nella “Didattica a Distanza” (DaD), già adottata nell’anno scolastico 2019/2020, in seguito alle inaspettate conseguenze prodotte dal COVID-19.
L’indagine, facente parte della tesi “Emergenza COVID-19: Vicini ma distanti”, stilata dalla Dott.ssa Sapienza Luciana Federica, nel duplice ruolo di psicologa e di docente di scuola primaria ad interim, ha visto coinvolti centinaia di insegnanti, interessati al tema, che hanno condiviso il messaggio tra colleghi e che hanno esteso il questionario a macchia d’olio.
Tale divulgazione a cascata, ha permesso di ottenere un’adesione a livello Nazionale e di ricevere un complessivo di 600 risposte.
Il questionario, pone l’accento su molti interrogativi:
Alla domanda: “Quale emozione ha segnato il percorso DaD?”, mobilita l’attenzione l’alto risultato registrato dallo stato ansiogeno 203 (33,8%), malinconico 170 (28,3%) e triste 95 (15,8%).
La gioia, con i suoi 78 (13%) voti, indica quanto sia stata accettata ed apprezzata la continuità didattica.
Le preferenze assegnate a Rabbia 23 (3,8%), Disperazione 15 (2,5%), Paura 15 (2,5%), Terrore 1 (0,2%) sono monito di un periodo di confusione e di incertezza che potrebbero determinare una condizione di stress con ripercussioni non solo sulla salute fisica, ma anche su quella emozionale- psichica.

In quest’ottica, però, non bisogna dimenticare quanto vissuto dall’alunno. Infatti, sorgono in maniera spontanea due domande:
– è forse plausibile che motivazione, attenzione e studio efficace, correlati con un ventaglio di emozioni negative, abbiano influito sul non eccellere eccessivamente sul profitto?
– Il cyberbullismo rilevato è forse dovuto al fatto che i ragazzi siano stati costretti a fare i conti con un nuovo tipo di disorientamento e di sovraffollamento virtuale?
È vero che alunni, docenti e genitori, nel momento della pandemia, servendosi di mezzi tecnologici, hanno pienamente utilizzato un linguaggio comune e favorito l’abbattimento della distanza generazionale, ma con il senno del poi, oggi si può pensare che forse si poteva fare meglio e di più.
Alla luce di quanto già vissuto nel precedente anno scolastico, si spera che tutto sia esempio e monito valido per poter affrontare gli attuali problemi didattici ed organizzativi, con più consapevolezza e con più voglia di far bene.
La riflessione conclusiva sui dati raccolti, non solo invita a non sottovalutare la dura realtà che si continua a vivere e che continua ad affliggere, ma invita anche a rilanciare con ottimismo iniziative comuni ed obiettivi a lungo e a breve termine, invita ancora ad avviare programmazioni, proposte e progetti validi e volti a combattere il dannoso virus e finalmente ridare la giusta dignità a quanti ruotano attorno al mondo della scuola.
Nell’ottica della ricerca succitata, la scrivente racconta la propria esperienza personale.
Alle 600 adesioni, si intende qui aggiungere l’esperienza personale vissuta presso l’I.C.S. di Civate plesso Oscar Romero di Suello in provincia di Lecco, dove la scrivente, all’epoca prestava servizio.
Dal settembre 2019 le era stata affidata una 2^ primaria con 18 alunni.
Il servizio prestato ruotava attorno all’area logico-matematica e scientifica.
Il rapporto, nato tra colleghi, alunni, genitori e personale ATA, sempre più ricco di coesione, collaborazione e comprensione, è stato all’improvviso spezzato dall’effetto negativo dovuto al dilagare del Coronavirus.
Il sopraggiungere della DaD, dovuto all’alta curva del contagio e della positività, ha portato l’assenza del contatto relazionale-emotivo ed ha riempito il cuore di tutti di angoscia, tristezza, silenzio, vuoto, disagio e disorientamento.
Per non sommare altro danno al danno e per porgere una mano agli alunni, ai genitori e ai colleghi con scarse conoscenze informatiche, la scrivente ha aderito al Team Digitale della scuola e si è accostata a tutti loro con l’intento di offrire supporto, informazioni ed orientamento.
Gli interventi ottimali, precoci, tempestivi ed intensivi, sono serviti a far crescere il rapporto di fiducia già esistente, a dar spazio a procedure efficaci ed a far raggiungere gli obiettivi prefissati.
Le lettere, che tutt’oggi da Suello, alunni e genitori spediscono a Catania alla scrivente, testimoniano come né il tempo né la distanza possano cancellare quanto costruito sulla base della fiducia, della stima e dell’amore reciproco.

La didattica a distanza, metodo d’insegnamento tanto nuovo, quanto difficoltoso, ha insegnato che, rendersi utili in momenti difficili, significa prendere le sembianze di quel “facilitatore” che permette di raggiungere la condivisione, l’interazione, lo scambio, la reciprocità e non per ultimo il tanto necessario, anche se virtuale, contatto umano.
L’esperienza personale ha permesso così di estrapolare qualcosa di veramente positivo da un evento del tutto negativo.