Gruppi laboratoriali come luoghi di contenimento, conoscenza e consapevolezza psicologica
Testimonianze | Ottobre 2022
Autore: Associazione Lauretana

Nel città di Vittoria situata nel territorio Ragusano, è presente il Consultorio Familiare di Ispirazione Cristiana “Don Enrico Arena” con un’esperienza ultra trentennale; riconosciuto come ente di terzo settore che mira a promuovere il benessere della persona, della coppia e della famiglia, offrendo prevenzione e sostegno nei vari processi evolutivi e non solo.
Il Consultorio si avvale dell’opera di esperti quali: Psicologi, Psicoterapeuti, Pedagogisti, Medici e Legali che mettono al servizio del territorio la loro professionalità a scopo volontaristico; i quali in quest’ultimo biennio, caratterizzato dalla pandemia, hanno dedicato maggiori risorse, pertanto, dopo un’attenta analisi delle richieste di aiuto pervenute, sono emersi dati che ci portano a ripensare alla psicopatologia e il disagio esistenziale di oggi in maniera diversa rispetto al passato.
Il primo dato che risalta subito all’occhio è l’incremento di richieste d’aiuto e la varietà delle problematiche presentate. Molti giovani, adulti e famiglie che prima della pandemia avevano resistenze circa l’inizio di un percorso personale, ad oggi invece, appaiono più predisposti a lasciarsi aiutare. Un dato interessate è l’aumento delle richieste da parte dei genitori che trovandosi in difficoltà per la gestione dei figli minori hanno sentito la necessità di supporto e sostegno dai professionisti.
Nei giovani di età compresa tra i 13 e i 19 anni, i sintomi più rilevanti vanno dalla bassa autostima, incertezza per il futuro, scarse relazioni e fatica nell’instaurarne nuove tra i pari, fino all’insorgere di condotte più importanti quali isolamento sociale, autolesionismo che nei casi più complessi sfociano in patologie fobiche ed ansiogene.
Questo ci ha portato a ripensare alle modalità d’intervento più adeguate per fronteggiare le diverse difficoltà presentate, attraverso l’attivazione di laboratori e attività individuali che hanno permesso ad ogni partecipante di trovare uno spazio all’interno del quale sentirsi accolti contenuti e compresi.
In uno dei laboratori per adolescenti dal titolo “Raccontiamo il Corpo in Cinque Parole”, percorso strutturato in dieci dinamiche settimanali, i cui temi fondamentali sono stati la sessualità e l’affettività.
L’altro laboratorio dedicato al “Sostegno alla Genitorialità” ha avuto un ottimo riscontro e partecipato da parte di genitori i quali hanno manifestato un benessere legato alla condivisione di tematiche comuni tra le famiglie, nello specifico il poter sperimentare che le difficoltà non sono circoscritte solo alla propria famiglia ha avuto effetti molto positivi.
Per quanto concerne il laboratorio dedicato ai ragazzi, è stato importante trattare temi come la sessualità e l’affettività raramente affrontati in famiglia e più spesso trattati tra il gruppo dei pari, questo però porta con sè credenze distorte.
L’affrontare queste tematiche con dei professionisti ha fatto sì che ogni adolescente si rendesse conto maggiormente della propria sfera affettiva e sessuale, dopo la fase iniziale del laboratorio, delle ragazze hanno espresso delle considerazioni importanti circa il proprio vissuto, e particolarmente pregnante è stata la condivisione della tredicenne D. che ha raccontato di come le sue precoci esperienze sessuali l’hanno portata a sviluppare altre difficoltà relative all’identificarsi con il proprio corpo e con la propria sessualità.
D. afferma: “Dottoressa, se avessi avuto maggiore consapevolezza di me e autostima probabilmente non mi sarei trovata in quella situazione”.
Indicativa anche la testimonianza di A. adolescente tendente all’isolamento sociale e con difficoltà nell’instaurare relazioni con il gruppo dei pari; anche lei dopo una fase iniziale del lavoro si è resa consapevole di avere un carattere chiuso e riservato e che questo porta gli altri ad allontanarsi. Alla fine degli incontri ha riferito ad uno dei professionisti che sarebbe carino che questi laboratori continuassero durante il corso dell’anno, poiché grazie a questa esperienza ha avuto modo di allargare la sua cerchia di amicizie.
Invece per quanto riguarda il laboratorio dedicato ai genitori elemento comune è stato il senso di inadeguatezza a fronteggiare ciò che la crescita dei propri figli porta con sé. Ogni genitore ha avuto modo di confrontarsi con il proprio stile educativo-genitoriale ed ha compreso come quest’ultimo sia il frutto delle proprie esperienze infantili e della modalità funzionali o meno che si sono adattate alla persona.
Attraverso questo percorso la maggior parte dei genitori si è reso consapevole dei propri conflitti irrisolti e come questi influiscano in modo disfunzionale nella relazione con i figli e importanti proiezioni sono state elaborate. A tal proposito di fondamentale importanza è stata la dinamica che ha visto come protagonista una delle mamme partecipanti, che durante le prime attività strutturate del percorso, racconta di quando ha scoperto che la figlia infliggeva tagli al proprio corpo, e di come lei l’ha rassicurato dicendole che rientrava nella norma e che era circoscritto al periodo adolescenziale, in quanto anche a lei era accaduta la stessa cosa; un’altra partecipante parlando della difficoltà della figlia ad ingerire alimenti, sminuiva il problema affermando che in famiglia c’erano altri casi come il suo. Analizzando a posteriori l’andamento del percorso, ci si è resi conto di come esso sia stato caratterizzato da tre fasi: la prima, caratterizzata dalla banalizzazione dei comportamenti preoccupanti dei figli; la seconda, contraddistinta dalla presa di coscienza e consapevolezza dei comportamenti a rischio; e l’ultima, definita dall’acquisizione di strumenti utili per migliorare la relazione genitore-figlio.
Alla luce di quanto è emerso da questi cicli di incontri, con gli adolescenti e i genitori, abbiamo avuto modo di constatare che è da attenzionare la relazione genitori-figli. Le nuove forme di disagio sociale sembrano da ricercarsi nelle difficoltà che i genitori incontrano nell’adattare il loro stile educativo in funzione all’unicità del figlio e alle sue diverse fasi dello sviluppo.
D’altro canto gli adolescenti, inseriti in una società ricca di stimolazioni, in assenza dei mezzi adeguati per affrontarla, non ricercano nella figura genitoriale una base sicura in cui approdare ma preferiscono l’isolamento e il confinamento all’interno di una realtà fittizia quale potrebbe essere quella dei social.
Come professionisti, la partecipazione attiva ai laboratori ci ha fatto riflettere sul reale bisogno avvertito sia dai genitore che dai figli di avere maggior sostegno. Pertanto ci auspichiamo una maggiore attenzione da parte delle istituzioni affinchè ci sia una maggiore presa in carico della famiglia nella sua totalità.

Associazione Lauretana
Consultorio Familiare di Ispirazione Cristiana
“Don Enrico Arena”
Psicologa-Psicoterapeuta Alessia Di Liberto
Psicologa Flavia Bulbo
Psicologa Katia Iacona
Psicologo Giuseppe Licitra