Pubblicato il: 19 Luglio 2023
L’adolescenza è quel delicato arco di tempo soggettivo che accompagna il ragazzo nella crescita, nella transizione dallo stato di bambino a quello di adulto. Il termine deriva dal latino “adolesco”, che significa crescere. Dare una definizione chiara dell’età che comprende lo sviluppo adolescenziale è decisamente difficile, in quanto ciò dipende dalle caratteristiche culturali e dagli elementi soggettivi; a grandi linee potremmo dire che il periodo adolescenziale inizia intorno i 10-11 anni, per concludersi intorno i 20 anni, anche se siamo ben consapevoli del fatto che nella nostra cultura occidentale i periodi in cui ci si trascina all’interno dell’adolescenza si stanno allungando parecchio.
L’adolescenza è un importante momento di ristrutturazione della personalità di un individuo. Nasce un profondo conflitto tra un desiderio di rendersi autonomi ed al contempo un bisogno ancora reale di autonomia. In questa fase così difficile per l’individuo, a causa di numerosi fattori individuali, familiari e sociali, si possono sviluppare alcuni comportamenti aggressivi e ribelli.
Gli stili educativi sono cambiati parecchio, trasformando la famiglia tradizionale, concentrata sull’assoluta obbedienza dei figli, a quella attuale, più permissiva e legata a rispettare gli aspetti emotivi dei suoi componenti familiari e non imporre ciecamente le regole; i legami familiari, ad oggi, sembrano essere meno rigidi ed utilizzare una forma di dialogo più aperta per accettare e giustificare le motivazioni che stanno dietro le norme morali e di comportamento. Il rapporto tra genitore e figlio ha avuto un grande cambiamento, diventando quasi alla pari. Ciò che prima divideva ed alimentava le distanze nella relazione genitore-figlio, adesso permette di entrare in confidenza più facilmente, promuovendo il confronto reciproco. Questa trasformazione delle relazioni genitoriali implica altrettanto il rischio che al figlio venga sottratto un punto di riferimento fondamentale nella fase adolescenziale e che di conseguenza, i valori impartiti dalla famiglia non siano correttamente assimilati.
Oggi le funzioni delle figure genitoriali risultano fluide ed intercambiabili. Differentemente, in riferimento ai decenni passati, il padre si adatta a trovare quotidianamente i compiti richiesti dalle diverse situazioni e la madre ricopre diversi ruoli, oltre quello di prendersi cura ed assistere il figlio, legati all’identità evolutiva e lavorativa con altri rilevanti aspetti della propria realtà. I genitori accolgono la vera sfida, che è quella di sperimentarsi ed educarsi alla conciliazione, che si adatti nel rispetto di entrambi, ad adempiere in maniera flessibile le necessità dei propri figli, senza rinunciare ad essere una guida.
Nei tempi attuali, la tecnologia e l’intelligenza artificiale ricoprono un ruolo notevole, quasi invasivo, le quali influenzano quotidianamente la società, la costruzione della realtà e di conseguenza le scelte familiari.
Basti pensare che le applicazioni di Google Assistant, Alexa sono sempre pronte ad ottemperare alle richieste pervenute dal sistema vocale o addirittura sono in grado di consigliare cosa vedere in tv, attraverso determinati algoritmi che acquisiscono dati tramite le ricerche recenti, le tue preferenze. Il rischio in cui si incorre è quello di non rispettare i nostri tempi e limiti, in un luogo in cui si ha la percezione di ottenere tutto e subito, magari con un semplice “click”, mettendo in ombra i nostri desideri più autentici attivando, seppur con fatica, le risorse tipiche del nostro essere.
È necessario informare i giovani ed ancor di più gli adulti sui limiti dei social Network, come ad esempio TikTok ed Instagram, oltre i pericoli presenti nel web che riguardano la protezione dei contenuti postati, il Cyberbullismo e l’adescamento online.
L’uso ossessivo dei dispositivi elettronici può portare ad un’alienazione dalle conseguenze delle proprie azioni, rivestendo un ruolo determinante non solo nella scelta dei prodotti commerciali, ma altrettanto nell’ambito della vita relazionale ed affettiva reale.
In tale sistema, ci si convince che si è assistiti da qualcuno, quando in realtà si procrastinano le azioni fisiche e ci si sta uniformando a ciò che la società ci propone. Questo tipo di comunicazione non è sempre funzionale ed influenza inevitabilmente l’atteggiamento nei confronti di chi ci è vicino e negli affetti in generale.
Il progresso tecnologico tende ad indebolire le abilità di meta-cognizione, le quali influenzano la propria percezione delle azioni-responsabilità, privando la persona della capacità del libero arbitrio e della responsabilità morale conseguente.
A tal proposito, l’illustre psicologo A. Bandura [1] spiega come sia presente intrinsecamente nella nostra cultura e nella natura umana il meccanismo del disimpegno morale, ovvero la tendenza a deresponsabilizzarsi dalle proprie azioni, soprattutto nel momento in cui non si riconoscono i propri valori e gli strumenti necessari, come l’empatia, la resilienza e la creatività.
Tali situazioni indicano la presenza di strategie psico-sociali che mirano a spostare le responsabilità individuali e collettive in cambio di un’affermazione del proprio valore o di un ritorno egoistico, oltre chi compie azioni ingiuste e crudeli. È evidente, che in questo meccanismo ci sia la perdita dal punto di vista simbolico dei veri punti di riferimento familiari e storici.
Queste dinamiche possono ostacolare altresì i processi di separazione-individuazione e l’acquisizione della propria autonomia e della costruzione dell’identità autentica, per una possibile carenza empatica e di legami affettivi poco presenti.
I genitori, possono assumere un atteggiamento proattivo, nel cercare un compromesso tra l’utilizzo vantaggioso della tecnologia e la conoscenza sui risvolti negativi che tale innovazione può apportare. Le figure genitoriali hanno il delicato compito di mettere in guardia i figli dai rischi mostrando le finalità di ogni azione, moderandone l’uso senza vietarlo. È possibile predisporre regole condivise con tempi e spazi simbolici da usufruire, essendo per primi un buon esempio, poiché si impara principalmente da chi osserva e mette in pratica ciò che dice. Altrettanto significativo è creare delle alternative, per trascorrere bene il tempo libero con i propri figli , condividere esperienze comuni e dare un nuovo senso al valore dell’attesa.
Occorre superare la paura che il “distacco” tra genitori e figli adolescenti sia irrecuperabile, poiché il bisogno dei ragazzi, spesso messo in atto attraverso il conflitto, è affettivo, di essere riconosciuti e stimati.
NOTE
[1] G.V. Caprara, C. Barbaranelli, C. Pastorelli, C. Iafrate, M. Beretta, P. Steca, A. Bandura. La misura del disimpegno morale nel contesto delle trasgressioni dell’agire quotidiano. Giornale Italiano di Psicologia, (2006).