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Un intervento psicologico di promozione cognitivo-costruttivista dei processi di significazione affettiva in ambito educativo scolastico

Esperienze progettuali

Pubblicato il: 20 Febbraio 2026

Di:Claudia Montana

Razionale teorico-clinico

In ambito educativo scolastico, l’approccio cognitivo-costruttivista concepisce lo studente come soggetto attivo nella costruzione del significato della propria esperienza, in particolare nei domini affettivi e relazionali. A partire dai contributi di Vittorio Guidano, lo sviluppo dell’identità viene inteso come un processo narrativo ed emozionale, profondamente influenzato dalle interazioni significative e dal contesto socio-culturale. In età evolutiva e adolescenziale, sessualità e affettività assumono la funzione di organizzatori di significato, contribuendo alla definizione del senso di sé, del corpo e della relazione con l’altro. Le evidenze empiriche indicano che difficoltà in tali processi sono associate a maggiore vulnerabilità emotiva, disregolazione affettiva e disagio relazionale (Liotti, 2004; Dimaggio et al., 2015).

In questo quadro, l’intervento psicologico a scuola non si configura come educazione sessuale in senso informativo, ma come dispositivo di promozione della riflessività, coerente con i modelli di social and emotional learning (SEL) validati empiricamente (Durlak et al., 2011).
La cornice operativa è rappresentata dallo Sportello psicologico scolastico, così come delineato dalle Linee Guida nazionali emanate dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (2020) e recepite dai protocolli di intesa tra Ministero dell’Istruzione e Ordine degli Psicologi.
Tali documenti definiscono lo sportello come dispositivo di promozione del benessere psicologico, prevenzione del disagio e sostegno ai processi evolutivi pienamente compatibile con l’approccio cognitivo-costruttivista che privilegia il lavoro sui significati impliciti, sulla regolazione emotiva e sulla metacognizione (Liotti, 2004; Dimaggio et al., 2015).
In tale prospettiva, l’intervento su sessualità e affettività non assume carattere informativo-normativo, ma si configura come azione psico-educativa e riflessiva, coerente con il mandato istituzionale dello sportello e con il ruolo dello Psicologo Scolastico quale facilitatore dei processi di significazione e consapevolezza emotivo-relazionale.

Contesto e destinatari

L’intervento è stato realizzato in un istituto di istruzione secondaria di secondo grado, coinvolgendo studenti di età compresa tra i 15 e i 18 anni. Il contesto scolastico, caratterizzato da eterogeneità culturale e presenza di fragilità emotivo-relazionali, ha reso evidente il bisogno di uno spazio strutturato di riflessione sull’esperienza affettiva e relazionale, distinto sia dall’insegnamento disciplinare sia dalla consulenza clinica individuale.

Obiettivi dell’intervento

In coerenza con il mandato istituzionale dello sportello psicologico e con la cornice teorica adottata, l’intervento ha perseguito i seguenti obiettivi:

  • favorire la consapevolezza dei vissuti emotivi legati alle relazioni affettive;
  • facilitare la costruzione condivisa di significati, nel rispetto delle differenze individuali e culturali;
  • promuovere la capacità di attribuire significato all’esperienza corporea ed emotiva;
  • sostenere lo sviluppo di competenze riflessive e metacognitive;
  • prevenire processi di scissione tra affettività, corporeità e narrazione di sé.

Tali obiettivi trovano riscontro nella letteratura che evidenzia il ruolo protettivo della metacognizione e della mentalizzazione nello sviluppo socio-emotivo (Fonagy et al., 2002).

Metodologie cliniche adottate e struttura dell’intervento

L’intervento si è articolato in incontri di gruppo a conduzione psicologica, utilizzando metodologie attive e riflessive nel rispetto delle Linee guida CNOP che raccomandano strumenti non diagnostici e non terapeutici in senso stretto. Il gruppo è stato concepito come dispositivo narrativo e relazionale, capace di facilitare il confronto tra significati soggettivi e intersoggettivi.
Le principali metodologie impiegate sono state:

  • Colloquio psicologico di orientamento costruttivista, focalizzato sull’esplorazione dei significati personali attribuiti all’esperienza affettiva;
  • Tecniche narrative (stimoli autobiografici, racconti di situazioni relazionali tipiche), finalizzate alla ricostruzione della continuità esperienziale;
  • Restituzioni metacognitive, volte a favorire il collegamento tra emozioni, pensieri e comportamenti;
  • Lavoro di gruppo a conduzione psicologica, concepito come spazio intersoggettivo di confronto e co-costruzione del significato.

Tali metodologie risultano coerenti con le evidenze scientifiche che indicano l’efficacia degli interventi basati sulla narrazione e sulla mentalizzazione in età evolutiva (Fonagy et al., 2002; Angus & McLeod, 2004).

Strumenti utilizzati

Nel rispetto del contesto scolastico e delle indicazioni normative, sono stati impiegati strumenti qualitativi e semi-strutturati, tra cui:

  • griglie di osservazione del clima emotivo e relazionale;
  • schede di auto-riflessione emotiva;
  • questionari di autovalutazione non diagnostici (es. consapevolezza emotiva, percezione delle relazioni);
  • diario riflessivo guidato.

L’utilizzo di strumenti non standardizzati a fini diagnostici risponde alle Linee guida dello sportello, che privilegiano la funzione preventiva e di promozione del benessere.

Indicatori di valutazione dell’efficacia
La valutazione dell’efficacia dell’intervento è stata condotta attraverso indicatori qualitativi e quantitativi, in linea con le raccomandazioni CNOP sulla documentazione degli esiti. Gli indicatori utilizzati per la valutazione dell’efficacia dell’intervento (consapevolezza emotiva, flessibilità narrativa, miglioramento del clima relazionale) sono coerenti con gli outcome considerati rilevanti dalla letteratura sugli interventi psico-educativi scolastici (Greenberg et al., 2017; Weare & Nind, 2011). In particolare, meta-analisi recenti mostrano che interventi focalizzati su competenze emotive e riflessive producono effetti significativi sul benessere psicologico, sulla qualità delle relazioni e sulla prevenzione del disagio (Durlak et al., 2011).

Gli indicatori principali hanno incluso:

  • incremento della capacità di verbalizzazione emotiva;
  • maggiore flessibilità nella narrazione di sé e delle relazioni;
  • aumento della richiesta spontanea di supporto allo sportello;
  • miglioramento percepito del clima relazionale in classe;
  • riduzione di atteggiamenti difensivi o evitanti rispetto ai temi affettivi.

Questi indicatori sono coerenti con la letteratura che associa lo sviluppo della metacognizione e della mentalizzazione a migliori esiti di adattamento socio-emotivo (Dimaggio et al., 2015).

Esiti osservati e ricadute educative
Sul piano qualitativo, l’intervento ha favorito:

  • un aumento della capacità degli studenti di verbalizzare emozioni e vissuti relazionali;
  • una maggiore tolleranza dell’ambivalenza emotiva;
  • una riduzione di atteggiamenti rigidamente difensivi nei confronti dell’intimità e della relazione.

Tali esiti sono coerenti con le evidenze scientifiche che associano l’incremento della competenza metacognitiva a un miglioramento del benessere socio-emotivo e della qualità delle relazioni (Dimaggio et al., 2015).

Considerazioni conclusive
L’intervento descritto mostra come l’approccio cognitivo-costruttivista possa trovare applicazione efficace anche in ambito educativo scolastico, configurandosi come pratica preventiva ad alto valore formativo. Promuovere spazi di riflessione sull’affettività e sulla sessualità significa sostenere processi di costruzione del Sé più integrati, flessibili e consapevoli, contribuendo al benessere psicologico degli studenti e alla qualità del clima educativo.
L’azione formativa evidenzia inoltre come lo Sportello Psicologico scolastico rappresenti un contesto privilegiato per la promozione del benessere affettivo e relazionale, attraverso pratiche clinicamente fondate e istituzionalmente legittimate. L’integrazione tra approccio cognitivo-costruttivista e Linee Guida nazionali consente di sviluppare interventi efficaci, rispettosi del mandato educativo e capaci di rispondere ai bisogni complessi degli studenti nella contemporaneità.

Bibliografia essenziale

Allen, J. P., & Land, D. (1999). Attachment in adolescence. In J. Cassidy & P. R. Shaver (Eds.), Handbook of attachment (pp. 319–335). New York: Guilford Press.
Angus, L., & McLeod, J. (2004). The handbook of narrative and psychotherapy. Thousand Oaks, CA: Sage.
Bateman, A. W., & Fonagy, P. (2016). Mentalization-based treatment for personality disorders. Oxford: Oxford University Press.
Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. (2020). Linee di indirizzo per la promozione del benessere psicologico a scuola. Roma.
Dimaggio, G., Montano, A., Popolo, R., & Salvatore, G. (2015). Metacognitive interpersonal therapy for personality disorders. London: Routledge.
Durlak, J. A., Weissberg, R. P., Dymnicki, A. B., Taylor, R. D., & Schellinger, K. B. (2011). The impact of enhancing students’ social and emotional learning. Child Development, 82(1), 405–432.
Fonagy, P., Gergely, G., Jurist, E., & Target, M. (2002). Affect regulation, mentalization and the development of the self. New York: Other Press.
Guidano, V. F. (1991). The self in process. New York: Guilford Press.
Liotti, G. (2004). Trauma, dissociation, and disorganized attachment. Psychotherapy: Theory, Research, Practice, Training, 41(4), 472–483.
Steinberg, L. (2014). Age of opportunity: Lessons from the new science of adolescence. Boston: Houghton Mifflin Harcourt.