Pubblicato il: 17 Giugno 2026
La psicologia contemporanea si trova oggi ad affrontare una sfida epistemologica importante: il superamento di una visione puramente patologizzante delle varianti neuropsicologiche. Per molto tempo, la comunità scientifica ha osservato e studiato l’autismo, l’ADHD e le altre neurodivergenze attraverso la lente dell’“errore” da riparare o del “deficit” da colmare rispetto ad una presunta norma di funzionamento dell’essere umano.
Oggi, il paradigma della neurodiversità ci impone di cambiare radicalmente lo sguardo. Si tratta di andare oltre il cambiamento di linguaggio e di riconoscere che la mente umana si manifesta attraverso uno spettro di funzionamenti, ognuno con la propria coerenza interna e con le proprie caratteristiche intrinseche che incontra una società ancora fortemente neuro-normativa.
Affrontare questo tema nella rivista del nostro Ordine significa dare spazio a contributi originali, aggiornati e competenti che possano narrare questo cambiamento: la transizione da una clinica patologizzante della normalizzazione ad una clinica affermativa della neurodiversità.
Per questo motivo, abbiamo deciso di coinvolgere tre colleghe coordinatrici di tre Gruppo di Lavoro del nostro Ordine, per lo spazio dedicato alle interviste.