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10 ottobre – Giornata Mondiale della Salute Mentale

Giornata Internazionale

Pubblicato il: 10 Ottobre 2026

 

«Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole»
Fabrizio De André

Ogni 10 ottobre torniamo a parlare di diritti, cura, inclusione e dignità. Ma molte delle criticità che ancora oggi affrontiamo vengono da lontano.

La Legge 180 non indicava semplicemente la chiusura dei manicomi: indicava una strada fatta di servizi territoriali, prevenzione, cura, riabilitazione, inclusione e sostegno alle famiglie.

Il problema non è aver chiuso i manicomi, ma non aver costruito ovunque e con la stessa determinazione ciò che avrebbe dovuto esserci al loro posto.

I dati ci dicono che in Sicilia il bisogno di salute mentale non è inferiore al resto del Paese: nel 2024 sono stati trattati 179,3 utenti ogni 10.000 adulti, più della media nazionale. Eppure ogni utente riceve mediamente appena 8,9 prestazioni, contro 13,6 a livello nazionale.
In altri termini, la Sicilia intercetta una quantità importante di domanda, ma ogni persona riceve mediamente circa un terzo di prestazioni in meno rispetto alla media nazionale. Ancora più significativo è che la Sicilia spende per l’assistenza psichiatrica 98,4 euro pro capite, molto più della media italiana di 75,2 euro, mentre soltanto il 7,4% degli interventi erogati dai servizi territoriali di salute mentale, in tutta Italia, è costituito da attività psicologica e psicoterapeutica.
Il tema, dunque, non è soltanto quanto investiamo, ma come investiamo: quanto territorio, quanta prevenzione, quanta continuità assistenziale e quanto accesso effettivo alla psicologia e alla psicoterapia riusciamo a garantire ai cittadini. (Fonte: Rapporto Salute Mentale 2024 – Ministero della Salute)

Oggi i bisogni sono cambiati e cresciuti. Dopo la pandemia è aumentata la domanda di assistenza psicologica e psicoterapeutica e sono diventate ancora più evidenti le condizioni di disagio di bambini, adolescenti e giovani adulti.

Non possiamo continuare ad attivarci soltanto quando la sofferenza è già diventata crisi. Dobbiamo arrivare prima.

L’intervento non può essere solo psichiatrico e farmacologico. La cittadinanza sempre di più esprime anche un bisogno di presa in carico psicologica. Da oltre un anno, come Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, sollecitiamo, invano, un confronto con l’Assessore regionale alla Salute, in un’ottica costruttiva e programmatica, mettendo a disposizione delle istituzioni il nostro contributo tecnico-scientifico per affrontare queste criticità.
Prevenzione, intercettazione precoce, continuità delle cure, sostegno alle famiglie e percorsi di presa in carico nel tempo devono diventare elementi strutturali del nostro sistema di salute.

Riteniamo improrogabile: superare le carenze di organico, anche attraverso concorsi per Dirigenti Psicologi Psicoterapeuti effettivamente espletati, che attendiamo da oltre 20 anni (unico caso in Italia); rendere omogeneo il servizio di psicologia delle Cure Primarie nelle diverse ASP; garantire l’accesso alla psicoterapia anche a chi non può sostenerne privatamente i costi; istituire finalmente un servizio strutturale di psicologia scolastica.

Abbiamo inoltre aderito al Movimento delle Organizzazioni per la Salute Mentale, insieme alle associazioni degli utenti e dei familiari, perché non possiamo costruire servizi per le persone senza coinvolgere le persone.

La stessa responsabilità riguarda le persone con disabilità intellettiva e relazionale e le loro famiglie. L’attuazione della riforma prevista dal D. Lgs. 62/2024, in attuazione della Legge 227/2021, deve rendere concreto il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, integrando dimensione sanitaria, sociosanitaria e sociale.

E senza mettere le fragilità in competizione: salute mentale, disabilità, non autosufficienza e disturbi del neurosviluppo hanno bisogno di risposte e risorse adeguate.

La sfida è comune: passare dalla prestazione alla presa in carico, dall’emergenza alla prevenzione, dal singolo intervento alla continuità e al progetto di vita, dalla solitudine della famiglia alla responsabilità della comunità.

Perché prendersi cura della salute mentale significa, prima di tutto, riconoscere il mondo che ogni persona porta nel cuore.

«E sì, anche tu andresti a cercare le parole sicure per farti ascoltare» Fabrizio De Andrè