Pubblicato il: 23 Marzo 2023
La nascita del Gruppo di Lavoro (GdL) “Psicologia Forense Sicilia”, costituitosi nell’Ottobre 2020 all’interno dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, avviene in una cornice professionale e relazione “virtuale”, obbligata da un’emergenza pandemica che ha richiesto a noi tutti un nuovo adattamento lavorativo (e non solo). Il GdL ha fortemente voluto “esserci”, fin dal suo avvio, attraverso proposte e attività in-formative rivolte alla categoria professionale, seppur “a distanza”. Diverse, grazie alla disponibilità del nostro consiglio ordinistico, sono state le iniziative divulgative e formative attraverso webinar riguardanti l’ambito della Psicologia Forense al fine di soddisfare i bisogni formativi/di aggiornamento di quanti si occupano, o hanno un interesse, dell’ambito psico-giuridico.
Sappiamo bene quanto per le matrici culturali e scientifiche della nostra identità professionale “l’incontro con l’altro” sia oltre che rilevante, necessario. L’elemento della multidisciplinarietà, considerato quale risorsa, è rappresentato nella composizione del GdL stesso, che si arricchisce al suo interno di figure professionali quali l’avvocato e il medico-psichiatra.
Le giornate di studio realizzate nel Maggio e nel Novembre 2022 dal GdL hanno permesso il ritorno alla dimensione del ‘convivio’ dove professionisti afferenti alla cultura psicologica, giuridica, forense e socio-sanitaria, a partire dalle diverse matrici culturali e scientifiche, si sono confrontati sulle criticità e sulle adeguatezze valutative in ambito psico-forense.
Tali incontri-confronti hanno goduto di un vigore nuovo, dato dal poter ri-vivere, ri-sperimentare ed apprezzare l’energia e la dimensione vitale insita nel contatto e nella relazione dal vivo con l’altro.
Fil rouge di tali eventi non è stato soltanto la tutela dei diritti della persona coinvolta in procedimenti giudiziari attraverso la condivisione di buone prassi metodologiche e scientifiche, ma anche l’esigenza di stabilire connessioni attraverso un aperto e concreto dialogo fra tutti i referenti istituzionali e le categorie professionali coinvolte, in una dimensione circolare e di scambio.
Seguendo inoltre il bisogno di delocalizzare tali iniziative a favore di tutti i colleghi siciliani, gli eventi formativi si sono svolti in provincie diverse: Palermo e Marsala, coinvolgendo ordini professionali e tribunali presenti in più territori della regione. La ricca partecipazione e la forte risonanza suscitata dalle due giornate ci portano, come GdL, a ritenere necessario il lasciarne traccia scritta, oltre a dare continuità attraverso la continua formazione e promozioni di attività in cui l’interdisciplinarietà sia risorsa indiscutibile.
L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;
se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni,
che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne
parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio.
Calvino I., (1972), Le città invisibili
Giornata di studio 11.05.2022
“Condivisione di Buone Prassi nella raccolta della testimonianza della vittima vulnerabile” Parrocchia San Giacomo dei Militari presso il Comando Legione Carabinieri di Palermo

La prima riflessione sulla giornata di studio condotta in sinergia tra l’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana e il Gruppo di Psicologia Forense attiene ad una dimensione simbolica pregna di rilievo poiché tale evento ha annunciato, finalmente, la possibilità di promuovere incontri in presenza.
La situazione pandemica ha, infatti, portato i professionisti a confrontarsi e a dialogare grazie e tramite gli ausili e i mezzi tecnologici, ma a risultare penalizzante è stata proprio la dimensione emotiva che la compresenza, invece, apporta alla dimensione prettamente conoscitiva.
La seconda riflessione attiene al luogo che ha fatto da scenario all’evento, la Chiesa di San Giacomo dei Militari, istallazione militare affidata all’Arma dei Carabinieri, risalente alla fine del XV secolo, ma oggi non più adibita al culto. Luogo dunque che rinvia, ancora una volta, al tema del Convivio come spazio di incontro, ma anche dialogo e confronto tra Carabinieri, Magistrati, Ufficiali di P.G. e Psicologi. L’intento della giornata di studio, infatti, è stato il creare ponti, connessioni tra culture professionali distanti tra loro, ma accumunati dallo stesso obiettivo: l’ascolto e la raccolta della testimonianza della vittima vulnerabile.
Ad aprire i lavori sono stati il Generale di Brigata Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri e la dott.ssa Gaetana D’Agostino, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana. A seguire, la Magistratura è stata rappresentata da voci di rilievo: la dott.ssa Laura Vaccaro, Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, la dott.ssa Claudia Caramanna, Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, la dott.ssa Antonella Consiglio, Presidente Aggiunto della Sezione Gip/Gup presso il Tribunale di Palermo ed il dott. Ambrogio Cartosio, Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese.
Gli interventi, invece, sono stati moderati dalla dott.ssa Antonella Luppino, Coordinatore del GdL di Psicologia Forense dell’OPRS, e si sono articolati in due macro-sessioni: la prima ha aperto il dibattito sulla questione dello spazio e il tempo dell’ascolto della vittima vulnerabile; la seconda ha mosso le riflessioni sul dopo le indagini attraverso le interlocuzioni tra la Procura, l’Ufficio del Gip o il Collegio Giudicante e il CT/PM.
Nella prima parte, dunque, i Sostituti Procuratori, dott.sse Luisa Bettiol, Clio Di Guardo e Monica Guzzardi, hanno offerto dapprima una preziosa riflessione su chi sono le vittime vulnerabili, per passare ad una personale e toccante narrazione inerente gli interventi che fanno seguito alla comunicazione di una notizia di reato, riuscendo a coniugare gli aspetti giuridici con gli aspetti che attengono al piano emotivo che la relazione con le vittime di tali reati elicita.
Ad unirsi al coro sono state le voci della dott.ssa Rosaria Maida, Dirigente della divisione anticrimine della Questura di Palermo, il Tenente Giada Conti, Comandante del Nucleo Operativo della Compagnia Piazza Verdi e la dott.ssa Maria Ausilia Finocchiaro, Commissario Capo della Polizia di Stato e responsabile dell’Aliquota Specializzata ‘Fasce deboli’ della Procura.
Infine, a fare da trait d’union agli interventi proposti da Magistrati, Carabinieri e Polizia, è stato l’intervento del dott.Vincenzo Nuzzo, componente del GdL, che ha definito il ruolo dell’esperto psicologo nell’ascolto del soggetto escusso e ha descritto nel dettaglio come si articolano le buone prassi tra i modelli di intervista adottati e riconosciuti dall’attuale panorama scientifico, la stesura del breve report e le procedure utili all’espletamento dell’incarico.
Anche rispetto al dopo le indagini le riflessioni hanno preso spunto da un’ottica di sinergia tra la cornice giuridica e la cornice psicologica, in una continua traduzione e slittamento tra le due dimensioni. Le buone prassi, infatti, necessitano di conoscenze tecniche che devono sposarsi ad un clima empatico necessario ad ogni situazione d’ascolto. Ed ancora, le “buone prassi” aiutano il professionista a non trovarsi in balia delle proprie emozioni e/o dei personali pregiudizi e sono, pertanto, garanzia indispensabile per garantire rigorosità e correttezza all’intervento giudiziario.
Partendo dal presupposto che non esistono scienze esatte ma differenti teorie riferibili a differenti paradigmi, è imprescindibile che lo psicologo/esperto maturi specifiche competenze e utilizzi un’impostazione metodologica ufficialmente riconosciuta in un determinato contesto e panorama scientifico. Avvicinarsi all’altro, al contempo, significa lasciarsi attraversare da parole spesso indicibili che attengono all’orrore, all’impensabile, che si svela spessa dietro legami affettivi o ombre sommerse.
Infine, l’intervento di chiusura della dott.ssa Lidia Zaoner ha messo in rilievo l’interconnessione tra i due ‘tempi’ dell’ascolto della vittima vulnerabile: quello della fase iniziale della raccolta della testimonianza, nell’assunzione delle Sommarie Informazioni Testimoniali, e il momento successivo, in cui si cristallizza la ‘prova’, nella fase delle indagini preliminari, con l’attività dell’incidente probatorio. Seguire una metodologia sostenuta da specifiche competenze in ambito psicogiuridico e riconosciuta nell’attuale panorama scientifico, infatti, consente al perito di svolgere un lavoro nel rispetto del rigore metodologico che la materia richiede al fine di pervenire a valutazioni/considerazioni conclusive corrette.
La giornata di studio si è conclusa lasciando parola ai numerosi partecipanti che hanno ripreso e amplificato alcune tematiche trattate, nella consapevolezza che tali occasioni di incontro possano replicarsi, affinchè il dialogo tra professionisti afferenti a diverso titolo all’ambito penale possa diventare buona prassi per uscire dalla propria solitudine professionale e nutrirsi di scambi fecondi.
Tavola rotonda 22.11.2022
“I figli nelle separazioni conflittuali: CTU e servizi al centro della tutela”
Complesso Monumentale San Pietro di Marsala

La strutturazione della giornata formativa in Tavola Rotonda è nata dall’esigenza di promuovere un costruttivo confronto professionale e scientifico-culturale con le diverse professionalità coinvolte nel contesto psico-giuridico, al fine di favorire buone e qualificate prassi professionali, nel perseguimento della tutela dei diritti fondamentali della persona nel sistema giudiziario e con l’intento di giungere ad una visione differenziata per competenza – ma integrata ed unitaria – alla luce anche delle recenti modifiche introdotte dalla Riforma della Giustizia nel Processo Civile. L’evento formativo ha, pertanto, visto l’apporto di studiosi e professionisti della materia che operano in diverse realtà nazionali e ha rappresentato un’occasione per riflettere tra “addetti ai lavori” su linee guida e modalità di intervento nella Consulenza Tecnica d’Ufficio in tema di separazioni giudiziali e affidamento dei figli minori e sull’intervento dei servizi territoriali coinvolti su mandato dell’Autorità Giudiziaria.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dei rappresentanti delle categorie professionali coinvolte nella Tavola Rotonda: la dott.ssa Gaetana D’Agostino, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, l’avv. Giuseppe Spada, Presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Marsala, la dott.ssa Maria Rosa Li Vigni, Coordinatrice e Responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Marsala, la dott.ssa Alessandra Camassa, Presidente del Tribunale di Marsala. L’evento ha occupato l’intera giornata ed è stato diviso in due sessioni, entrambe moderate dalla dott.ssa Antonella Luppino, Coordinatrice del GdL di “Psicologia Forense Sicilia”.
La prima parte della giornata è stata dedicata al confronto tra gli operatori del diritto, consulenti tecnici ed avvocati, affrontando temi relativi al ruolo del Consulente Tecnico d’Ufficio e sull’accertamento e la valutazione delle capacità genitoriali, mettendo in evidenza il necessario utilizzo di buone e qualificate prassi professionali e sancendo l’operato dei tecnici entro confini concettuali e metodologici ben definiti. Gli interventi hanno avuto inizio con uno sguardo generale, chiaramente illustrato dalla Presidente del Tribunale di Marsala, dott.ssa Camassa, sul rapporto che intercorre tra il Tribunale e tutti gli attori coinvolti nel procedimento di separazione. A seguire, l’intervento dell’avv. Carla Angileri, consigliere dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Marsala, la quale si è addentrata in modo chiaro e specifico sugli strumenti giuridici a tutela del minore. La parola è poi passata alla dott.ssa Laura Bonafede, membro del GdL di Psicologia Forense, che ha illustrato il ruolo del Consulente Tecnico d’Ufficio dal momento della valutazione alla stesura del progetto d’intervento, introducendo così lo specifico intervento della dott.ssa Sara Pezzuolo, Coordinatrice del GdL di Psicologia Giuridica presso l’Ordine Psicologi Toscana, voce autorevole nel panorama scientifico in tema di valutazione delle capacità genitoriali e ascolto del minore, la quale ha fatto un’attenta disamina dei più accreditati strumenti psicodiagnostici in uso oggi su scala nazionale ed internazionale per la valutazione delle capacità genitoriali. A concludere i lavori della sessione mattutina, il dott. Ruvolo, Presidente della sezione Civile del Tribunale di Marsala, il quale ha posto ai partecipanti una serie di interrogativi sulle questioni maggiormente frequenti in tema di CTU, separazioni giudiziali ed affidamento dei figli minori, sui quali ci si è confrontati in un vivo, interessante e costruttivo dibattito, moderato dalla dott.ssa Luppino. La seconda parte della giornata ha avuto, invece, come tema centrale, il lavoro svolto dai Servizi Territoriali nei casi di separazione ed affidamento dei figli minori. Ad entrare nel vivo dell’intervento, le dott.sse Maria Rosa Livigni e Angela Cammarata, rispettivamente coordinatrice e responsabile dei servizi sociali di Marsala e responsabile del Centro per la Famiglia. Le professioniste hanno illustrato il ruolo dei servizi sociali in generale e del Centro per la Famiglia nello specifico, nei casi di disgregazione familiare e tutela dei figli minori. A seguire, l’appassionante intervento del dott.Vitrano, neuropsichiatra dell’età evolutiva, referente U.O.C.N.P.I.A dell’ASP 6 di Palermo e consulente esterno del GdL di Psicologia Forense. Il dott. Vitrano ha interessato la platea trattando il tema del ricordo dei figli triangolati all’interno di separazioni violente, dal titolo “Ricordati di ricordare”, tratto dall’omonimo libro di Henry Miller. La parola poi è traslata alla dott.ssa Silvia Scuderi, membro del GdL e Referente del Coordinamento di Psicologia Giuridica presso UOC- Servizio di Psicologia dell’Asp di Trapani, la quale ha descritto in modo puntuale il ruolo del servizio di coordinamento nel tessere la rete di interventi a sostegno del nucleo familiare. Infine, a chiudere i lavori della sessione pomeridiana e avviare un acceso dibattito fra tutti i relatori e la platea, vi è stato il prof. Giovan Battista Camerini, Neuropsichiatra Infantile e Psichiatra bolognese, oltre che docente di Psicologia Giuridica e Psichiatria Forense presso le Università di Padova, IUSVE e Lumsa. Il prof. Camerini ha stimolato i partecipanti a delle riflessioni sulle prospettive e criticità dei percorsi di cura per i genitori indicati a seguito delle valutazioni psico-giuridiche, tema ad oggi molto discusso dalla comunità scientifica. L’obiettivo della giornata formativa è stato, dunque, offrire un approfondimento, oltre che delle riflessioni critiche, su tematiche altamente specifiche creando occasioni di confronto professionale e scientifico-culturale tra tecnici e diverse professionalità coinvolte nel contesto psico-giuridico, magistrati, avvocati, psicologi, assistenti sociali e medici.
Nei due eventi formativi promossi dal GdL nell’anno 2022, i componenti del GdL hanno accolto istanze, bisogni e richieste della categoria professionale e trovato piena e aperta partecipazione da parte di Istituzioni e professionisti dei diversi ambiti professionali con cui il sapere psicologico si coordina e collabora, con il comune obiettivo di arricchire la propria “cassetta degli attrezzi”, in cui strumenti e metodologie scientificamente condivisi sono elementi imprescindibili.
L’impegno dei professionisti componenti del GdL “Psicologia Forense Sicilia”, grazie alla stima e fiducia mostrata dall’OPRS prosegue nella proposta di nuovi eventi formativi nel 2023, consapevoli che la formazione professionale dello psicologo giuridico esige attenzione e apprendimento continui, così da poter gestire con cautela e rigore scientifico il patimento che attraversa gli uomini e le donne, i bambini e le bambine coinvolti, a diversi livelli, nei procedimenti giudiziari che irrompono e scompaginano le loro vite.